TRAVERSATA DELLA CRESTA PETROSO - TARTARO (PNALM, Riserva Integrale)

Civitella Alfedena - Valle di Rose - Passo Cavuto - Forca Resuni - Monte Petroso (2249m) - Cima Innominata (q. 2170m) - Monte Altare - Sella di Valle Lunga -
Monte Tartaro (2191m) - Canale/ghiaione NE Tartaro - Valle Lunga - Valle Cupella - Lago Vivo - Fonte degli Uccelli - Valle dell'Inferno - Sorg. Sambuco (Barrea)

(4 luglio 2014)


Si tratta di una di quelle escursioni che potrebbero servire da paradigma per spiegare i (molteplici) motivi per cui vado in montagna. In questo tipo di camminate c'è praticamente tutto, forse manca solo l'ambiente un po' più estremo che altri gruppi montuosi e la stagione invernale possono conferire all'uscita - fermo restando che alcuni tratti dell'attraversamento dell'Anticima Sud del Petroso (vedi sotto) e la discesa del Canale-ghiaia NNE del Tartaro sono da considerarsi alpinistici, seppur della difficoltà più bassa, quindi da non sottovalutare neanche nella stagione estiva. Andar per monti in solitaria acuisce molto il senso di meditazione e toglie filtri nella percezione più pura della natura, permette di gestirsi i tempi, le soste e l'itinerario a proprio piacimento, aumenta le probabilità di incontrare e avvicinare animali, dà la possibilità di perdersi nelle riflessioni più disparate, da quelle inerenti gli aspetti meramente orografici (canali, vie, scorciatoie, varchi, identificazione di cime) a quelli più personali. Non è certamente auspicabile andarci sempre da soli in montagna, ma di certo a me ha fatto sempre piacere e infatti non di rado mi concedo uscite di questo tipo in qualsiasi stagione, ovviamente con le dovute cautele.
L'ambiente che si percorre in questo settore del Parco è piacevolmente vario: si parte dalla bella mulattiera sopra Civitella Alfedena con vista panoramica sul Lago di Barrea per entrare nel colorato bosco di faggi della media Val di Rose, con i suoi toni complementari di verde e arancio delle foglie vive e di quelle al suolo, inframezzate dai grigi dei tronchi e dei grandi massi sui quali spicca ancora il verde intenso del muschio. Fuori dal bosco i prati di quota si alzano a mo' di rampa verso la cima dello Sterpid'alto, opposte alle ghiaie e fasce rocciose del Mt. Boccanera; tra le pietraie è facile incontrare i camosci ma è possibile anche scorgere cervi e persino l'orso, come mi capitÚ il 25/10/2009 (vedi qui in fondo).
Dal Passo Cavuto si apre una vasta conca sulla quale spiccano le cime della Camosciara, ma è affacciandosi su quest'ultima da un panoramico balcone a NW del sentiero che si gode la vista più spettacolare sul boscoso anfiteatro chiuso dai ghiaioni del Balzo della Chiesa a S e fronteggiato dal massiccio versante meridionale del Marsicano a N.
Arrivati al rifugio di Forca Resuni c'è sempre la tentazione di avventurarsi su per i mughi alla vicina (e interdetta) cima del Capraro, ma il caldo già si fa sentire e quindi mi dirigo su per la cresta verso S, per le roccette delle q. 2049 e 2171m, le anticime N del Petroso. A pochi metri dalla cima (2249m) incontro una guardia forestale che inizialmente minaccia multa e sembra irreprensibile. Gli spiego con calma le mie ragioni, in primis gli faccio presente che in una giornata così calda i camosci che in genere bazzicano le rocce presso la cima saranno tutti giù sulle lingue di neve ancora adagiate ai ghiaioni della Cupella e Valle Lunga (e infatti così sarà: ne incontrerò solo 1 sulla cresta!). L'uomo si mostra comprensivo e quasi mi lascia proseguire quando, nel vedere un altro escursionista apparire sotto l'anticima N, decide perentoriamente che non è più possibile fare strappi e mi costringe a ritornare a Forca Resuni. Qui resto giusto il tempo di vederlo incamminarsi verso il passo, e subito dopo mi riavvio, stavolta sul sentiero normale un po' più a W della linea di cresta, al Petroso e poi sulla bella e rocciosa crestina (vedi sotto per i passaggi) che dà l'accesso diretto alla piramidale anticima Sud (L' Innominata, q. 2170m) dove sosto per un po' ad ammirare le sottostanti, selvagge valli glaciali orientali e la maestosa faggeta della Val di Canneto con i gruppi montuosi del versante laziale ad occidente. In discesa incontro e fotografo un camoscio che scende a E per una delle varie pietraie che mettono in comunicazione la cresta del Petroso con la sottostante valle (facili salite-discese con ramponi e piccozza), testata della V. Cupella. Poi la cresta si allarga e dopo Mt. Altare e la Sella di Valle Lunga, c'è solo un ultimo strappo per la cima del Mt. Tartaro. Ho l'auto al Valico di Barrea (Sorg. Sambuco) e questo, con il contrattempo sopra menzionato, mi impedisce di proseguire per La Meta, tralaltro preceduta da una lunga è assai depressa sella, che fa perdere molta quata. Decido di vedere se è possibile scendere direttamente per il canale a pochi metri a NE della cima del mt. Tartaro: nonostante la pendenza e una lingua di neve, la piccozza mi aiuta a tenermi sui grossi massi sotto la parete orient. del canale che discendo senza problemi. I camosci, sentendomi, lasciano il loro rinfrescante riposo sui tappeti di neve e si rifugiano su per il successivo canale ancora più a E della cresta N del Tartaro. Il ritorno continua tra meravigliose valli con cavalli al pascolo, due grandi branchi di cinghiali alla testata del Lago Vivo e sopra la fonte degli Uccelli (Lago Vivo), sorgente che mi dà un graditissimo refrigerio (il forte caldo mi aveva quasi esaurito la riseva d'acqua). Il panorama verso l'Innominata e il Petroso, le splendide cime attraversate poche ore prima, non è confrontabile con quello invernale (vedi link in basso, febbraio 2014) ma il luogo è selvaggio e la pace vi regna sovrana, interrotta solo dallo scalpitìo di qualche ungulato che spaventato si rifugia nel bosco. E per il bosco, quello della Valle Resione (o Valle dell'Inferno) mi avvio anch'io a completare il lungo ritorno (raggiungerò l'auto verso le 21:00) di questa bellissima passeggiata in uno dei posti più mistici del PNALM.


Il Lago di Barrea al primo mattino


Civitella Alfedena

Faggeta in Val di Rose

Cresta Mt. Boccanera dalla Val di Rose

La Val di Rose e il Monte Sterpidalto
   

Panorama da Passo Cavuto (1942m)
 


Panorama sulla Camosciara


Pino mugo

Monte Petroso

Mt. Marsicano

Monte Amaro di Opi

Balzo della Chiesa

Monte Sterpi d'Alto

Mt. Iamiccio, V. Jannanghera, Sella di Lago Vivo

Forca Resuni (1952m)

2a anticima N (2049m) del Petroso da Forca Resuni

Forca Resuni e Mt. Capraro

Lago di Barrea, V. Jannanghera e Mt. Iamiccio



Panorama (245°) dalla 1a Anticima N del Petroso (q. 2171m). Al centro la Valle Jannanghera, a destra la cima del Petroso
[Clicca per vedere a dimensioni maggiori]



Cas. Bartolomucci giù in Valle di Canneto

Conca glaciale a N del Petroso

Interno del Rifugio di Forca Resuni
Un imprevisto mi costringe a tornare a Forca Resuni quando ero a pochi metri dalla cima del Petroso .........
Ma poco dopo posso ripartire nuovamente verso la cresta, dove il caldo di questo venerdì comincia a farsi sentire.

Rocca Altiera - Mt. Bellaveduta

Mt. Mari - Irto



Suggestivo colpo d'occhio verso Sud dalla cima del Monte Petroso (2249m) sulla cresta Petroso - Tartaro - La Meta. A sin. la Valle Lunga, a des. il solco della Valle di Canneto
In basso a des. la Sella di Valle Cupella (Q. 2122m); al centro la Cima Innominata (Q. 2170), poi q. 2154, quindi il Mt. Altare (2174m), Sella di Valle Lunga (o Sella Tartaro-Altare, q. 2118) e la gobba Q. 2176.
Poi la cresta piega leggermente ad Est (sin.) in corrispondenza della cima del Mt. Tartaro (2191m), giusto al centro della foto, con il suo lungo crinale Est che scende a sin. cingendo a Sud la Valle Lunga.
Sullo sfondo La Meta (cima 2242m e Anticima SE, q. 2185m) e più a sin.il circo della Metuccia e la cima di Mt. a Mare (Le Mainarde).



In basso la Valle Cupella e a des. la Cima Innominata

Cima Innominata dal Petroso

Falco pellegrino
La salita sulla Cima Innominata (Q. 2170m, anticima Sud del Petroso) è il tratto più esposto della traversata, l'unico a carattere alpinistico (ma nella prima salita da F. Resuni ho percorso il segmento tra le prime due anticime Nord del Petroso, q.2049-2171, per cresta, EE pass. I; inoltre vedi sotto per la discesa dal Canale NE del Tartaro).
Salita direttamente all'Anticima Sud del Petroso: 50m, F/F+ (PD+/AD- in invernale), passaggi di I / II- su roccette, abbastanza esposti, con pendenze a 45/55°. Questa via diretta, su esile cresta e con un breve passo su cengia erbosa-rocciosa esposta a W, è quella che ho seguito io. Ma è anche possibile un lungo traverso più in basso (più facile ed egualmente esposto, sempre sul versante W, che non ho percorso) x c.90m che porta ad una selletta sotto q. 2154 da dove si sale al Mt. Altare su cresta più ampia (opp. da qui si può ritornare a N per salire sulla Cima Innominata, F-/I+, tratto che si percorre, come ho fatto io, anche scendendo dalla Cima Innominata in direz. S).

Cima Innominata (Q. 2170m, anticima Sud del Petroso)


Panorama (275° x 59°) dalla Cima Innominata. Clicca per vederlo in formato più grande.
A sin. (N) Mt. Petroso e Mt. Iamiccio (Mt. Greco sullo sfondo), Testata e Cima di Lago Vivo, Valle Cupella e, più lontana a des., la Valle Lunga chiusa più a des. dalla cresta Tartaro - Altare
(S)

 


La Meta e il Tartaro (canale-ghiaione NE poi disceso)

Camoscio, con Mt. Altare sullo sfondo



Monte Tartaro e Canalone-ghiaione NE (Clicca sulla foto per vederla a maggiore grandezza e a colori)

 


Panorama (c. 319° x 50°) dal Mt. Tartaro (clicca per vederlo in formato più grande e a colori)

 


Cima del Mt. Tartaro (2191m)

 

 

 





Discesa in Valle Lunga dal 1° Canale-ghiaione a NE della cima del Monte Tartaro:




Camosci in Vallelunga, testata SW, ovvero a N del Tartaro
   
 







Laghetto di Valle Lunga



Valle Lunga e cresta NE del Tartaro



Valle Cupella dalla sella WSW (q. 1904m) di Cima di Lago Vivo:

Sullo sfondo la piramide dell'Innominata, il versante S del Petroso, Sella del Lago Vivo e Mt. Jamiccio




Cima Innominata e Petroso dal basso (SE)

Primo branco di cinghiali incontrato
(Testata del Lago Vivo, c. 35 esemplari)




Fonte degli Uccelli, Lago Vivo

Il 2° branco di cinghiali, presso il Lago Vivo.
Nel panorama si contano una quarantina di esemplari
ma l'intero branco è di almeno 70 individui !

Traccia dell'itinerario seguito

Bellissima camminata in solitaria, in ambiente selvaggio come solo il PNALM può offrire. Giornata inevitabilmente molto calda.
Ho percorso c. 20Km (NB: senza il ritorno a Forca Resuni da pochi metri dalla cima del Petroso -e relativa risalita- sarebbero stati circa 17-18 Km, di cui + di 5 in cresta) e la camminata è durata 14 ore incluse le soste e il suddetto doppio tratto; per via di quest'ultimo allungo, il dislivello in salita è stato di +1600m - invcece che di c. 1300m. Vedi sopra per i dati sui 2 tratti alpinistici.

Altre due volte (vedi qui sotto) ho percorso il tratto di cresta Mt. Tartaro - La Meta, quindi aggiungo qui dei dati di massima (non GPS, ma i tempi medi sono controllati con i dati exif delle foto) sulla percorrenza dell'intera cresta Forca Resuni - Mt. Petroso - Tartaro - La Meta:
La sola cresta Forca Resuni - Mt. Meta (8-9 km) richiede 5-7 ore per essere percorsa (N->S) a sec. della preparazione, delle soste e della stagione. L'intera traversata (avvicinam. più breve via Val di Rose) può richiedere tra le 9 e le 16 ore, dato che, oltre ad allenamento e periodo dell'anno, conta il punto in cui si deve ritornare: conviene mettere un'auto ai Campitelli (o Le Forme), ma in questo caso -ciò richiederà c. 1h e 30- è consigliabile farlo la sera precedente. In caso di anello, con partenza e arrivo Valico Barrea-Alfedena (Sorg. Sambuco), salendo a Forca Resuni dalla Valle Iannanghera-Risione per poi scendere dalla Meta ai Biscurri - Blockhaus - Rif. La Vedetta - bassa Val Porcile, l'Anello diventa c. 25 Km (dei quali circa 9-10 Km per la sola discesa dalla Meta all'auto): un'escursione di tutto rispetto per lunghezza, sforzo e dislivello!

Ricordo che la cresta Forca Resuni - Mt. Petroso - La Meta è zona di Riserva integrale del PNALM, e per questo motivo ne è sempre vietato il transito, per non recare disturbo ai camosci. Quindi, anche nei periodi più caldi e freddi dell'anno, in cui sarebbe forse auspicabile (opinione personale) un minimo di tolleranza da parte dei guardiaparco, è consigliabile recarvisi in gruppi di non più di 3-4 persone e comunque previa autorizzazione da richiedere all'ufficio del Parco (pena possibili sanzioni pecuniarie a partire dai 50/100e a testa). F.R.

Bibliografia essenziale: C. Landi Vittorj, Appennino Centrale. Vol. I (CAI-TCI, 1989) p. 262-269 /// C. Iurisci, Ghiaccio d'Appennino (Ed. Versante Sud, 2012) p. 407.
 

Foto di Francesco Raffaele

Altre mie gallerie fotografiche di escursioni
in questo settore del PNALM:


Valle dell'Inferno - Lago Vivo - Valle Lunga - Mt. Tartaro - Altare - Innominata - Petroso - Valle Cupella (1/11/14)

Lago Vivo - Valle Cupella (15/2/2014)


Mt. Tartaro - La Meta (6/10/2011)


Mt. Tartaro - La Meta (23/10/2010)

Monte Petroso (1/11/2009)

Anello Val di Rose - Forca Resuni - V. Iannanghera
(25/10/2009)

Lago Vivo (5/7/2009)

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