SALITA ALLA FORCELLA DI MONTE CAPRARO DALLA CAMOSCIARA PER LA FORRA A EST DEL BALZO DELLA CHIESA
Casone Antonucci - Piana della Corte - Val Casera - Scerto - Piazzale della Camosciara - Piano della Liscia - Sorgente della Liscia - Passo della Cascata delle Ninfe - Rifugio Belvedere della Liscia
- Zappineti - Canale a NE ed E del Balzo della Chiesa "Fosso della Cripta" - Forcella di Monte Capraro. Discesa nel "Vallone del Capraro" - Zappineti - Rifugio Belvedere della Liscia - Camosciara.

(11 Aprile 2018)




Dopo il giro dello scorso autunno sulla traccia semialpinistica "di destra" (Canale/"Sella Tre Mortari"... occasione in cui intendevo chiudere l'anello scendendo per la traccia sul versante opposto (a E del Balzo della Chiesa), ma l'oscurità imminente mi consigliò di rimandare ad altra occasione e farlo prima in salita) e pochi giorni dopo la salita "invernale" (7/4/2018) per la stessa via fatta in autunno, ecco a "chidere il cerchio" con la conoscenza di questo speldido settore del PNALM. E' quasi superfluo ricordare che si tratta di una Riserva Integrale del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, il cui accesso è vietato (in ogni stagione) ed è possibile solo con speciali permessi e in determinate occasioni.
Non spetta a me stabilire quanto sia oggi lecito e necessario -più che dal punto di vista "Legale", intendo soprattutto da quello Naturalistico!- il divieto, fatto sta che "eticamente" si ha sempre un certo timore reverenziale nell'accedere in questi meravigliosi luoghi, perché, oltre alla loro asperità, ci si rende conto di star quasi profanando un
"Tempio della Natura" (anche se è noto che un minimo di attività alpinistica e scialpinistica è qui sempre stato praticato). Evito di inserire dettagli e traccia dell'itinerario cosicché ognuno abbia la possibilità di cercarsi la via e sceglire se "rischiare". Da un lato credo che posti tanto unici andrebbero resi fruibili agli escursionisti, dall'altro non si può non ammettere che l'ambiente trae sempre un grande vantaggio quando l'accesso dell'uomo è proibito o ridotto al minimo: sono numerosi i casi (vedi il recente incommentabile "sfregio" alla Madonnina del Blockhaus, in Majella) in cui ho avuto modo di appurare che Escursionismo e Alpinismo non sempre si traducono in rispetto per la Natura, e nell'era in cui tutto sta diventando "di massa", non finisco mai di chiedermi se non sia effettivamente un bene che qui si rischi anche una sonora multa oltra alla pellaccia!



"Vallone del Capraro" e Balzo della Chiesa. A sin., da sotto lo spigolo NE e poi sotto le pareti E del Balzo della Chiesa, si sviluppa il Canalone risalito (se ne intravede un tratto): non so se abbia un nome alpinistico, ma mi è
venuto da chiamarlo "La Cripta", visto che si trova proprio "sotto la Chiesa" ed è assai incassato: in questa occasione è stato possibile risalirlo facilmente (max c.45°) perché era strapieno di neve, altrimenti i salti sono più tecnici.
Presso la firma in basso (precisamente sopra la "E" finale") s'intravede il rifugio Belvedere della Liscia (1437m), che si vede meglio nella seconda foto da sinistra qui in basso. A monte del rifugio è Riserva Integrale del PNALM.




Pareti a W di Passo Cavuto (tra Mt. Sterpidalto e Mt. Capraro)





L'idea iniziale era di trovare la via che attraversa il Fosso/Canale a NE del Balzo della Chiesa (it. 156a della GMI, 1989), e risalire parte del "Vallone del Capraro" e poi il Canale a W di q.1942 (Passo Cavuto); quindi andare sul Mt. Capraro (2100m) per il costone NE, scendere a W alla Forcella di Monte Capraro (1993m) e da lì calarsi nel Vallonde del Capraro per poi chiudere l'anello ritrovando le orme e riprendere la via del rifugio.
Ma una volta sotto le pendici NNE del Balzo della Chiesa, il Canale/Fosso - assai incassato e con salti rocciosi non facili (inf. pers. R. Di Cosmo)- è troppo invitante, perché colmo di neve svalangata che sembra coprire i salti.
Con Francesca decido di andare a curiosare, anche perché sembra che non manchino le "vie di fuga" a sinistra (E) per uscire dal fosso ed eventualmente entrare nell'ampio "Vallone del Capraro"*. E salendo salendo percorriamo tutto il canalone sotto le pareti E del Balzo della Chiesa (lo si potrebbe perciò chiamare "Canalone della Cripta", se non ha già altro nome; cf. anche G. Antonini, Figlie dell'Acqua e del Tempo, 2001, p. 258-9?) fino alla strettoia finale che sbuca (a c. 1930m) nella parte alta del "Vallone del Capraro", poco al di sotto della Forcella di Monte Capraro (q. 1993m). In queste condizioni d'innevamento il Canale è facile (F, max 45°) e con la neve primaverile non abbiamo neanche messo i ramponi (io l'ho percorso interamente con piccozza e ciaspole, ciaspole che ho tenuto per tutto l'intero percorso a monte del Rifugio Belvedere della Liscia).
* L'Ampio vallone che si estende a N del Mt. Capraro, ed è limitato a E dalle pareti che sono al di sotto di Passo Cavuto (e dell'alta Val di Rose) e a W dalle Pareti orient. del Balzo della Chiesa (in realtà immediatamente a W del vallone si estende il Fosso risalito in questa occasione, oltre il quale sono le pareti del Balzo), non ha nome sulle carte e probabilmente neanche nella toponomastica orale, essendo la zona non più frequentata da decenni dai pastori e dai cacciatori. Sicuramente fino ad inizio '900 doveva essere denominato in qualche modo, essendo una possibile via d'accesso o di uscita per i cacciatori di camosci, ai tempi in cui le inospitali e impervie balze degli Zappineti o Camosciara ospitavano gli ultimissimi esemplari di questi mammiferi, portati a quei tempi dall'uomo sull'orlo dell'estinzione. Grazie all'istituzione della Riserva di Caccia reale e poi del Parco Nazionale (1923) orsi e camosci riuscirono a sopravvivere e, attualmente, frequentano zone più "aperte" e meno inospitali delle ripide rocce dell'anfiteatro della Camosciara [Cf. per altre informazioni/storia il LINK in fondo a questa pagina]. Per comodità designo quindi il suddetto Vallone con il nome di "Vallone del (Monte) Capraro", ossia con il nome della cima e della sella ("Forcella di Monte Capraro" in C. Landi Vittori, GMI, 1955 e 1989) alla sua testata.
Sulla prima ediz. della Guida del TCI (Italia Meridionale, vol. 1, 1926, p. 349) si menziona la zona a W dello Sterpidalto e a N del Balzo della Chiesa con il toponimo "Costa Borea" (vi si installò un piccolo campo base in occasione della prima scalata della parete N del Balzo della Chiesa da parte di F. Botti, A. Laviosa e altri; Cf. alcune foto ne "L'Appennino" e cf. anche C. Landi Vittori, GMI, Appennino Centrale, ediz. 1989, p. 259-260) ma, da foto e descrizioni, Costa Borea dev'essere forse localizzata nell'area dove il sentiero proveniente da Civitella Alfedena entra nella valle dello Scerto (presso loc. Aia Santilli IGM?).






Ultimo sforzo prima dell'uscita dal canalone






Parte alta del "Vallone del Capraro", a pochi passi dalla Forcella di Monte Capraro. Al centro lo sperone sommitale del Monte Sterpidalto


All'uscita dal canalone comincia a piovere. Poco più sopra, alla Forcella di Mt. Capraro, arrivano da Sud forti folate di scirocco, che qui è freddo.
Intanto a Nord si copre tutto e ne approfittiamo per mangiare qualcosa. Dopo un'oretta comincia a riaprirsi e scendiamo nel "Vallone del Capraro".







Balzo della Chiesa NNE




"Belvedere dei Pini"




Panorami davvero grandiosi! In condizioni "invernali" si ha un'idea più chiara e precisa della traccia che va percorsa per aggirare i fossi a monte del rifugio onde portarsi nel "Vallone del Capraro" e all'omonima Forcella.
Qui sopra siamo appena scesi dal piccolo "Belvedere dei Pini", e siamo tornati all'inizio del Canale-fosso percorso in salita.






La magnifica esedra dolomitica della Camosciara: da sin. le pareti a NNW di Passo Cavuto e il Mt. Capraro (2100m), al cantro il Balzo della Chiesa (2073m) e l'anticima occid. A des. le cimette della Liscia e infine parte della Cocciagrande (1832m).


 

LINK: Storia, carte e altre informazioni sulla Camosciara

CTR 1:5000 della Camosciara
LINK CARTA ITER zona CAMOSCIARA

Fotografie di Francesco Raffaele

H O M E