ESCURSIONE AD ANELLO o CIRCUITO DEL

MONTE FINESTRA (Cima Nord, 1138m, Malopasso e Cima Sud, 1145m): Anello Sentiero Sergio Rosa + via Normale
S. Antuono (S. Arcangelo, Cava de' Tirreni, SA) - Vallone del Pigno - Cisterne - Sentiero S. Rosa (CAI 108, già n. 10) - Monte Finestra Nord o "Il Telefono" (1138m)
- Malopasso (Varco del Pertuso, Finestra o Buco, q. 1066m) - Monte Finestra cima Sud (1145m) - Malopasso -
Sentiero normale (CAI 108A, già n.8) - S. Maria - Vallone del Pigno - S. Antuono.
(11 Novembre 2019)



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BREVE NOTA INTRODUTTIVA SUL MONTE FINESTRA

MONTE FINESTRA (1145m) sorge, bicuspide, a metà del crinale N-S che limita a oriente i Monti Lattari, separando due splendide valli, quella di Cava de' Tirreni, oggi popolosa ma ricchissima di Storia e fascino, da quella montana, più intima e rustica di Tramonti a Ovest. "Fenestra" ricorre già in un diploma cavense del 1058 e forse prima [1]; la montagna è nota anche come Monte Pertuso, sempre per via del grosso buco nella roccia alla base dell'ampio varco (1066m) tra le due cime [2] (v. foto in basso).
Questo percorso ad anello dal versante di Cava, una classica straconsigliata, l'avevo in programma da almeno una decina di anni! Malgrado la quota poco più che collinare, il Finestra è una montagna selvaggia (è tra le più belle sotto i 1200m che io conosca, assieme al M. Fammera) e tutto il crinale, dal Monte S. Angelo di Cava / Albino (anticam. Caprarico), per il Malopasso del Finestra, fino al tratto meridionale, tra Colle della Serra, Monti del Demanio e Avvocata, presenta punti esposti, solitari e molto belli da percorrere [3].
La cima Nord o M. Telefono (IGM, q. 1138m) è la più prominente delle due, per la forma piramidale e le alte pareti SW e SE; è quella cui era associato sulle vecchie carte il topon. M. Pertuso, con il segnale trigonometrico installatovi dai topografi napoletani (c.1840). Oggi vi sorge un piccolo rifugio [4]. Al di là del varco, in 10 min. si giunge alla cima Sud (M. Finestra IGM, q. 1145m).

[1] Codex Diplomaticus Cavensis (ed. Morcaldi et al., vol. 8, 1893, p. 79). Cf. A. Adinolfi, Storia della Cava..., 1846, p. 139 seg., 148, 176-77, 219 (? a. 995, beni acquistati dal monastero di S. Benedetto in Salerno: "curtem in Metelliano, et silbam grandem in fenestra cum piscariis, et vinea...") e passim; A. Carraturo, Ricerche Storico-topografiche... v. I-III, 1976 (ma compil. a fine '700-1807); L. Avigliano, R. Taglé (eds.), I nostri Monti, 1989, pp. 80-83; D. Apicella, La Toponomastica cavajola, 1993; G. Adinoilfi, 'e vvie sulitarie, 2011, pp. 23 seg.
[2] Malopasso, è forse più propriamente il nome del tratto finale dell'esile tracciolino che raggiunge la forcella del "Pertuso" da W, a quota poco inferiore rispetto alla cima Nord. Ma anche le due tracce dirette da E (ossia i relativi sentieri CAI 108 e 108A) sono "panoramiche" e un po' esposte: tutte e tre presentano nella zona terminale cenge o passi da percorrere con cautela se bagnati, che assumono carattere "semi-alpinistico" qualora innevati o ghiacciati, quindi anch'essi degni dell'appellativo (microtoponimo piuttosto comune) "Malopasso".
[3] Se si segue il filo di cresta, passi di III+, e aggirabili passi di diff. sup. Per i sentieri, oltre alla cartografia (oggi visualizzabile anche online sul sito web "Caimontilattari") cf. la sempre indispensabile Guida CAI-TCI di L. Ferranti, Appennino Meridionale, 2010, pp. 134 seg.
[4] Ulteriori notizie storico-topografiche, escursionistiche e alpinistiche nel reportage dell'escursione del 23/6/2018.
A inizio giugno 2010, l'associazione "Amici del Monte Finestra", che spesso si occupa della manutenzione dei sentieri del versante cavese, non di rado interessato da frane e incendi (come nel 2017), ha inaugurato un rifugio "semiabusivo" presso la cima N (il Telefono), costruito tra 2009 e 2010. Una struttura piccola e accogliente, "fatta con passione", si direbbe, che però dimostra quanto anche chi ami la Montagna possa -più o meno inconsapevolmente- arrivare a "violentarla", peraltro senza che nessuna autorità abbia fatto nulla per impedire l'edificazione del casotto (in area Parco Regionale dei Monti Lattari). Un po' come per il discorso delle croci di vetta, penso che le montagne dovrebbero restare il più possibile incontaminate e, quando non strettamente utile come appoggio, bisognerebbe evitare di creare troppi "precedenti" costruendoci sopra. Simile inutile struttura stava sorgendo negli ultimi anni sulla cima del Monte Miletto (2050m)m sul Matese (il Rifugio "Beniamino Caso", inaugurato l'estate del 1898 e andato distrutto pochi anni dopo, sorse quando a Campitello Matese c'era solo il Rifugio "Quirino Iezza" e soprattutto non c'era la stazione superiore della cabinovia di Colle del Caprio, a 20 minuti dalla cima). Sui bassi monti del Sud sono comunque relativamente rari i bivacchi sommitali (come il Biv. M. Pelino del M. Amaro, Majella, 2793m, che aveva anch'esso due precedenti storici). Più comuni invece -va detto- i casotti dei vigili del fuoco (o forestali o di altri enti) usati per rilevamento dati meteorologici o altro, come sul Molare, sul M. Cervialto, Terminio, Tuoro di Chiusano etc.

 


Monte Finestra dal centro di Cava de' Tirreni

Il Monte Finestra da Passiano
  




L'Acellica dietro al M. Monna



Monte S. Angelo di Cava







 

"Il Malopasso"








Colle della Serra (Q. 1029 IGM)




(A)simmetrie tra Valico di Chiunzi e Vesuvio/Somma




M. Finestra: dalla Cima Nord verso la Sud



M. Falerio o Falerzio



Lo spigolo S del Telefono, via Capuis, Robecchi, Graeser del 1924 (a giugno 2018 salii per il canalino immediatamente alla sua destra)




Panoramica ultragrandangolare del "Pertuso" o "Finestra" o "Buco" che dà nome alla montagna





Parete SE della cima N







La Finestr(ell)a s'intravede alla base sello spigolo S del Telefono



Fotografie di Francesco Raffaele

[Lumix DMC-FZ1000]

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H O M E