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Miletto e Croce del Matese da Campitello


Capre sul Campanariello di Monte |
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Spettacolare vista dal Tratturello del Matese (notare in alto a sin. Domenico Riga che ci precede e a des. Mimmo Ippolito che sta arrivando)












Il Lago Matese dalla cima. Sullo sfondo a sin. i monti dell'Alta Irpinia - Picentini e a des. i Monti Lattari e Vesuvio

La Majella

M. Janara - Cappello e Lago di Letino |
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Letino e Lago di Gallo |

Le due isole Pontine meridionali |
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Anfiteatro Ravarelle - Grande Conca |
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Il "Pandoro" dal casotto dell'impianto Ravarelle
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AUTUNNO SUL MATESE - Ci sono luoghi la cui bellezza ti resta dentro dal primo momento in cui ci metti piede! Poi con gli anni al "fascino della scoperta" si aggiungono i ricordi. Ci arrivai solo dopo 8/9 anni di giri sul Matese con i Lerka Minerka (29/7/2012, poco prima erano passati i lupi), in questo splendido e nascosto versante nord del M. Miletto... Ricordo quando, sulla carta CAI Molise del 2008-09 vidi la foto dell'aguzza vetta del Campanariello di valle svettante sul verde del Fondacone... le prime foto di Massimo Martusciello in un forum di un web "preistorico" dove la Valle era ripresa dall'altrettanto preistorico "tratturo del Matese", che vi accede attraverso un bellissimo percorso che sfida la verticalità dei burroni sui dirupi dello Scaricaturo, antica neviera naturale – da ciò forse anche il toponimo Fondacone, se da 'fondaco' piuttosto che da 'profondo'– e poco nota forra (con un salto di 50/60 m)... prima dei social tra vecchi forum comparvero le prime foto invernali di Iurisci Cristiano, che proprio sul ghiaccio del Matese "prendeva coscienza" delle sue capacità che lo avrebbero portato nei più selvaggi recessi appenninici... ricordo (e conservo in 'archivio') anche un bel reportage di Fabrizio Sulli e le sue foto con Cristiano nella vertiginosa discesa dal Campanariello di Valle (autunno 2012).... E non posso non citare l'indimenticabile mia prima volta sul Campanariello di Valle (15/5/2013), su quei vertiginosi passaggi in solitaria... poi rifatti (non c'erano ancora i fix di R. Quaranta) l'autunno 2015 con Massimo Mingarelli (salita al CdValle da ENE) ... o il giorno d'estate (2016) che ci portai l'amica Valeria (già un po' 'zavorrata' dal nascituro), per non parlare del giro epico con l'amico Pinuccio Fappiano nella calda estate successiva (5/8/2017), quando scendemmo passando a destra (Est) del Campanariello e tornammo poi a Campitello di notte assetatissimi (pur essendo riusciti a tirar fuori qualche goccia dalla stagnante fontana presso i ruderi della casermetta di Guado del Porco). L'estate e l'inverno con gli amici romani Claudio Lucarini e Angelo Monti... (pure questi 2 giri ancora 'inediti'). Quanto piacerebbe sto posto anche ad altri amici che vivono sotto la MAIELLA !
Ho visto e fotografato il Campanariello con la sua vetta che ricorda un minuscolo Cervino, che si staglia davanti alle stelle in un freddo inverno. Tra l'altro campane e soprattutto campanili e torri campanarie sono un diffuso geomorfismo tra gli oronimi (toponimi di montagne) soprattutto a Nord (Campanile di V. Montanaia, Gran Çampanil de Fermeda - sulle Odle etc) e queste strutture gemelle del Matese ("nunatak" dei "Circhi glaciali dell'Aquilania") meritano il loro nome dialettale.
C'è sempre un po' di reticenza a divulgare queste bellezze: sono certo che con alcune mie foto e gallerie (soprattutto quelle con i rossi autunnali e la luce che filtra tra le nubi: in questo casoc'erano i rossi ma la luce era più dura) hanno contribuito a far innamorare altri di questo posto, ma quello che fa paura non è tanto la gente che lì ci si perde – è capitato almeno un paio di volte negli ultimi mesi (o che rischia di farsi male!) ma che qualcuno ai "piani alti" dei Comuni, ma con il cervello nel sottoscala!, ci metta gli occhi sopra rovinando l'opera della natura (rischio che c'è già stato pochi lustri addietro).
I social hanno fatto conoscere questo luogo rimasto per un secolo ai margini dell'escursionismo, benché la "discesa dal Fondacone" fosse stata già descritta da Giovanni Rizzi (S.A.M.) nel 1897... negli anni in cui suo fratello, sindaco di Roccamandolfi, edificava il "fatuo" rifugio presso la cima del Miletto con i fondi della citata società napoletana diretta da Vincenzo Campanile (poi unitasi al CAI di Napoli, nella cui sede di Castel dell'Ovo si conserva ancora il lucido del progetto della struttura di G.Rizzi, che fotografai anni fa).
Infine qualche autunno fa ci arrivarono gli amici calabresi: il forte (di gambe e braccia ma purtroppo anche di voce) alpinista classico Mimmo Ippolito, il Jason Statham di Cosenza Domenico Riga e il serio e pacato Luigi Aiello: quindi, seppur con un po' di ritardo, anche questo giro sui 2 Campanarielli e poi in cima al M. Miletto, non poteva non essere "raccontato" con le immagini. F.R. (da mio post FB 12/10/2026) |
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