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In volo sopra al "Campo Base" |
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Nel giardino dell'Eden: l'anfiteatro sud-ovest del Dolcedorme




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Dalla variante D'Aquila sbuchiamo nella Gola del Turbine: noi scendiamo verso l'anfiteatro per andare a risalire la Direttissima di sopra, mentre Ercole risale quella inferiore /Turbine per poi raggiungerci in cima ! |







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LA SUD AL DOLCEDORME – Ci sono escursioni che non possono 'saltare': anzi, solo un'invernale all'anno è poco per la "Sud al Dolcedorme"!
S'intende che sto parlando di itinerario, o "via" – se vogliamo usare un termine più propriamente alpinistico– prima ancora che della mèta in sé, ossia della cima o montagna raggiunta. Sono 10 anni dalla prima volta che ci salii da Castrovillari, un territorio che, in quota, ha tutt'altro fascino rispetto agli accessi lucani: una volta tanto è a sud che la montagna rivela il suo aspetto più bello e selvaggio, benché le condizioni invernali siano generalmente associate ai versanti montani esposti a nord...
Le mie, di condizioni, sono spesso un'incognita (anche se da quest'estate non posso lamentarmi) e allora parto a razzo sicuro che poi gli altri 8 mi raggiungerano e supereranno prima del Passo di Valle Cupa, poiché abbiamo deciso di salire per il Crestone. E invece tengo bene, e in 75 min sono lì, e ci compattiamo; altri 10 min e si riparte sui più ripidi pendii e con qualche facile arrampicata lungo il panoramico Crestone dei Loricati. Stesso discorso di prima, immagino che gli altri mi supereranno nel giro di qualche decina di minuti, ma in 1 ora sono al Campo Base (non ci avevo mai messo meno di 2 h e mezzo: so che si può fare in molto meno ma non è che vado per record è che mi rallegra constatare che non sto ancora nella fase calante e che i giorni o periodi di fuori-forma sono ciclici). Intanto arriva il cane Ercole e in 9, lui incluso, facciamo una piccola riunione sul prosieguo: verso destra per il "Dente" (il cane non so come se la caverebbe lì) o solita "Direttissima"?
Si sale per la via canonica ma, una volta nella maestosità dell'Anfiteatro SW, da dietro scatta il cambio di programma e si traversa in lieve discesa a S per andare a intercettare la Variante D'Aquila, facile canalino che sbuca da S a metà (o a 1/3) della Direttissima inferiore/di destra o Gola del Turbine. Qui sento Andrea gridare che il pur forte Ercole ha dei problemi sul ghiaccio ripido... alla fine però si svalica e quasi tutti scendiamo nella strettoia della GdT (Ercole invece la risale, per poi riacchiapparci su in cima) e doppiato lo spigolone-prua (q. 2000 m ca) che divide le due direttissime, andiamo a risalire quella classica a sin/N (l'intento era fare una delle varianti più ripide e dirette, ma hanno preso sole e la neve è più molle). In cima non si sta male, anche perché il vento è poco, ben lontano da quello dell'ultimo giro (23/11/2025). Mezz'oretta di sosta panini sotto la cima e si riparte con il mar Ionio e il Sellaro di fronte. Prima dell'ultima anticima E ci caliamo nella Via Luzzo, scorciatoia facile (con questa neve!) e gradita variante rispetto al giro più largo per il Vallone Faggio Grosso. C'è poco da aggiungere se non che: «Entrare qui dentro è sempre un grande privilegio» (M. Ippolito, riferito al canalone della Direttissima), discorso che si può estendere all'intera "gita" da sud al Dolcedorme. E forse il problema di questi tempi moderni è proprio che tecnologie, strade e altre agevolazioni fanno perdere ai più la sensazione e la consapevolezza che giungere sulle montagne equivale sbirciare un po' nelle anticamere dell'Eden o tra le porte del Paradiso, restando avvolti nella bellezza senza tempo che polverizza l'oscena realtà odierna! [13 Km / +1690 m disliv. / 8h 25'] F.R. |
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