ESCURSIONE SUI MONTI ERNICI: ANELLO DI PIZZO DETA DA ROCCAVIVI PER IL V. PESCHIOMACELLO
Roccavivi (460m) - Fuori la Porta - Carpineto - Vallone di Peschiomacello (q.1000m c.) - Sella Pizzo Deta / Pratillo (c. 1970) - Pizzo Deta (2041m) -
Anticima N (q. 1975). Discesa: Cresta SSE - Vallone dell'Olmo - Castello di Roccavecchia (895m) - Santuario Madonna delle Grazie - Sorg. del Rio

(1 Settembre 2015)

 

I MONTI ERNICI

I Monti Ernici si sviluppano con andamento generale NW - SE (ma con sottogruppi ad andamento anche differente), ai margini orient. del Lazio e lungo il confine tra Lazio e il SW dell'Abruzzo, limitati a E dalla Valle del Liri (Valle Roveto), a N dal Valico di Serra S. Antonio (che separa il sottogruppo dei Cantari dai Simbruini), a W dall'alta Valle dell'Aniene. I versanti laziali sono prevalentemente boscosi, quelli abruzzesi più dirupati (numerosi antichi circhi glaciali). Il loro nome proviene da quello delle bellicose tribù italiche che erano stanziate nei monti tra le Valli di Aniene e Liri e nel bacino del Sacco, con centri principali quali Aletrium, Anagnia, Ferentinum e Verulae (questi 4 insediamenti formarono, a fine VI sec. a.C., la Lega Ernica contro l'avanzata di Sanniti e Volsci). Inizialmente -forse già nel VII sec.- gli Ernici furono alleati dei Romani (a fine VI sec. contro gli Etruschi e nel V sec., contro gli Equi e Volsci, tribù rivali che vivevano a ridosso del territorio Ernico) ma, già dal V sec., avevano cominciato a combattere Roma e, dopo due secoli di alterne alleanze, tradimenti e ribellioni, furono sistematicamente attaccati e definitivamente sconfitti da Roma (306 a.C.). L'etnonimo di queste genti deriva da una voce italica (sabina e marsica) "Herna", che significava sasso, roccia, rupe.
Il territorio è molto bello, richiama per molti versi quello dei Monti del PNALM, ma purtroppo non è mai stato tutelato da un Parco, nonostante le varie lotte per proporre l'istituzione di un parco naturale dei Monti Ernici o per far accorpare la zona all'interno del PNA(LM). Riserve naturali tutelano le aree di Zompo lo Schioppo e di Pizzo Deta.
I piovosissimi monti e le boscose valli sono un vero paradiso per escursionisti e naturalisti. L'interesse alpinistico (e alpinismo invernale) è limitato prevalentemente al gruppo del Viglio-Cantari e ad alcuni settori di Pizzo Deta.
Per ulteriori approfondimenti vedere le sezioni di Bibliografia e Links, in fondo alla pagina.


PIZZO DETA E PESCHIOMACELLO

Da tempo il Pizzo Deta è nei miei progetti montani. In vista di una salita invernale, intendevo acquisire un minimo di familiarità con la zona e in particolare con il noto Vallone di Peschiomacello (o Peschio Macello) una via di risalita tanto bella da rubare quasi il primato d'interesse escursionistico alla stessa cima su cui conduce. Di certo questo ripido vallone è tra i luoghi più "famigerati" e selvaggi dell'intero gruppo degli Ernici. Un tempo era abitualmente risalito dai ragazzini roccavivesi, come mi racconta un anziano del paese rivangando tra i ricordi del suo passato. La prima salita invernale del vallone è del gennaio 1974 (Tollis, Pellegrini, Petrozzi, Prosperi, Coraggio e Tomei, ved. C. Iurisci, 2012, p. 342; cf. C. Tomassi, L'Appennino, 1998, p.36-39). Ignoro l'origine del toponimo: Roccia del macello, delle macerie o [di] Ma[r]cello...?
[Aggiornam: Riguardo il toponimo "Peschio Macello", Cristiano Iurisci (comunicaz. pers., 31/12/2017) mi riferisce di aver appena appreso da un anziano di Roccavivi che il toponimo originale era 'A Valle 'o Maciello (La Valle del Macello) il cui significato è trasparente, poiché stava a indicare proprio la "carneficina" di animali che il vallone provocava, specialmente quando era ghiacciato. Alla base dei salti del vallone sovente si rinvenivano le carcasse di animali selvatici precipitati]. Il toponimo "Pizzo Deta" è notoriamente riferito alla forma a dito.

Dopo alcuni rinvii nelle più calde giornate di quest'estate (luglio 2015) mi preparavo ad andarci, quando all'ultimo momento vengo dirottato sulla bella Traversata dei Monti Alburni (9 agosto) e, con le successive uscite nel PNALM e sulle Alpi nella seconda metà di Agosto, eccomi finalmente all'infrasettimanale del 1 Settembre 2015. E' il giorno buono! Dopo un' sola oretta sonno, mi preparo e, in piena notte, parto verso la Ciociaria e la Val Roveto.
Arrivato sul posto di mattina presto, prendo la sterrata che parte a Sud del paesino in direz. del santuario della Madonna delle Grazie, dove intendo scendere a ritorno. Sebbene la sterrata sia ben messa, memore della delicatezza di pneumatici e cerchi delle ruote della mia auto, torno in paese e decido di partire da lì. Dalla piazzetta prendo la salitella presso il bar, poi destra e subito a sinistra presso una scalinata (segni biancorossi) cominciando a inoltrarmi nelle campagne. Giungo sulla sterrata a W del paese che si mantiene, con direz. N - NNW, a c. 650m di quota, ma la lascio dopo pochi metri, per un sentierino che risale tra loc. Fuori la Porta e Carpineto sotto le rupi del Mt. Casella, puntando a W.
La zona era un tempo coltivata ed abitata, ci sono resti di vecchie fattorie, ma oggi è abbandonata eccetto che per qualche sparuto gregge. Anche i sentieri, che tagliano sia a mezzacosta che diretti a monte, sono poco battuti. Impiego quasi un'ora e mezza per raggiungere l'orlo del Vallone Peschiomacello, presso q. 1023. In compenso però questa via, più a monte della zona Colle Grotte - Fonte Matté - Colle Po (per la quale in gen. si passa alla volta del Peschiomacello) non attraversa campagne abitate o zone private con recinzioni.
La parte bassa e boscosa del Peschiomacello è forse quella più fastidiosa e faticosa da percorrere, con alcuni tratti ostruiti dai tronchi trasportati dalle valanghe e fastidiosi tagli su ghiaiette. Poco più su si lascia il centro-sin. (idrogr.) del Vallone per spostarsi a sin. (E) presso alcune paretine (contrafforti occident. della cresta NNE del Pizzo Deta, quella sotto cui si camminerà fino allo scollinamento sul crinale principale) e si sale mantendosi presso il fondovallone (impossibile sbagliare, ma comunque ci sono i segni biancorossi).Attorno ai 1400-1500m il bosco cede progressivamente posto a ghiaie, macchie di arbusti e qualche alberello isolato. Poco più sopra il vallone si restringe (1550m), e si perviene al primo salto scoperto (c. 1690m), fiancheggiato da pareti, in partic. quella di sin., rivolta a N, che interrompe il tormentato crinale NNE di Pizzo Deta. Superato il facile passaggio si entra nella magnifica conca dell'anfiteatro centrale (q.1700-1850m circa) dal fondo coperto di prati con ghiaie laterali che più su cedono il posto a un unico ghiaione che si spinge fin sotto la strozzatura superiore. A sinistra, una parete fa da base a una caratteristica formazione rocciosa con cenge erbose, canali e guglie appuntite, che pare quasi un immenso, sinistro castello in rovina; la cima di Pizzo Deta da qui comincia a intravedersi. Ci si dirige verso il secondo salto (c.1860m) ove si saldano due crestine minori di Pizzo Deta e Pratillo dando accesso alla conca superiore le cui erte ghiaie (50°) ci portano (dir. SSW) a scollinare sulla larga sella (c.1970m, passo 60° con grande cornice d'inverno; evitabile salendo a des./W subito dopo il salto, verso la sella-pendio a N del Mt. Pratillo, 2007m). Dopo 3 ore di Peschiomacello sono infine sulla sella tra Monte Pratillo e Pizzo Deta e mi affaccio su Prato di Campoli e sulla verde catena centrale degli Ernici. In pochi minuti eccomi in vetta a Pizzo Deta (2041m).



Pizzo Deta, 2041m (da NE)

Pizzo Deta: a sin. la cresta Sud (SSE)
e le sottostanti pareti E, sul Vallone dell'Olmo.
Al centro il crinale ENE e il Mt. Casella (1223m)


Pizzo Deta: al centro il versante Nord-est (NNE)
e sottostante vallone NE (senza nome sulle IGM).
Sulle paretine e camini corrono vie alpinistiche, dal
Camino Zeta (R. Orestano, L. Rossi) del 1927 a quelle
di C. Tomassi (anni '90) e le più recenti di Daniele Nardi

Partenza da Roccavivi, c. 470m

Mt. Casella dagli uliveti e campagna, loc. Fuori la Porta

Resti di vecchie case di campagna, loc. Carpineto

Traccia direz. W (presso q. 905m)

Attraversam. del Vallone NE. Le pareti N-NE di P.Deta

Vall. Peschiomacello, presso q.1023m



V. di Peschiomacello - Sottopassando la parete e la punta all'estrema sin. (E), si perviene sulla dorsale NNE e al versante NE (e Vallone senza nome)...
Proseguendo si aggira la montagna fino al versante E (testata Vall. dell'Olmo) e alla Cresta SSE, tra Vado della Rocca e la Cima di Pizzo Deta (Clicca)



V. di Peschiomacello: a des. il primo salto (c.1690m) e a sin. la parete N della cresta NNE di Pizzo Deta






Cengie, canali, pareti e guglie sul versante occidentale della cresta NNE di Pizzo Deta, dal Vallone Peschiomacello. Panorama con campo visivo di 262° x 55° (clicca per ingrandire)





Panoramica dell'anfiteatro centrale del Peschiomacello (fov 260° x 59°). La parte a sin. del panorama è la parete NW di Pizzo Deta.
Presso la mia firma (canale e selletta di sin.) l'attacco della via Falcioni (2/3/1975, PD+/AD-, 200m, 45-50°), che esce sulla sella tra q.1975 e 2041m,
più a destra altre più difficili: via Iurisci (esce nella sella in mezzo alla quale c'è il sole) e subito dopo Bedoni-Nardi, Peter Pan e Nardi, Misto Moderno (v. links)

(Clicca per ingrandire le foto. NB: queste panoramiche risultano "deformate" prospetticamente, spec. se le si visualizza "in preview" rimpicciolita!)


Panoramica dell'anfiteatro centrale del Peschiomacello (250° x 58), da quota c.1830m.
La "sella" al centro/sin. è il secondo salto del vallone (a 1860m circa); al centro della foto la vetta del Mt. Pratillo (2007m)



L'anfiteatro-conca centrale, dal salto c.1860m.
A des. il salto e la lapide di F. Cicchinelli, il
giovane escursionista che qui fu ritrovato morto,
per una caduta dall'alto, negli ultimi giorni del 2011.


Panoramica (360° x 80°) della conca sommitale del vallone.
Al centro il Peschiomacello, a sin. il Pratillo e a des. il Deta
e ai due lati la sommità della testata del vallone, a c. 1970m

Prato di Campoli

In cima a Pizzo Deta (2041m)



Il Peschiomacello dalla cima

Prato di Campoli dalla cima di Pizzo Deta

Mt. Serrone

Mt. Fragara, del Passeggio e Pratillo

Escursionisti sul sentiero sopra il Vall. del Rio

Vallone del Rio, Rava della Guardia



Pizzo Deta. Panorama a 360° dalla cima (2041m)



Cresta ENE e Mt. Casella. Più giù, la Val Roveto con Roccavivi e Balsorano



L'incassato Peschiomacello


Breve discesa verso l'anticime Nord (1975m)
e la selletta di uscita della via Falcioni


Incontri in cima (Giuseppe Albrizio e Giuseppe Tuccillo)
Dopo essere sceso brevemente dalla cima verso l'anticima N (1975) e la sella di uscita di alcune vie alpinistiche dal Peschiomacello (tra cui quella del canalino Falcioni), torno sulla cima dove arrivano 3 gruppetti di escursionisti, tra i quali riconosco Giuseppe Albrizio, autore dei reportages di uno dei più noti siti web di escursioni, oltre che della sistematica rilavazione e catalogazione dei cippi di confine tra stato pontificio e Regno delle Due Sicilie (nei paraggi ce ne sono diversi, tra V. del Rio e M. del Passeggio e più a E presso il Vado della Rocca)... ed è anche presidente del Club 2000m (links in calce).
Dopo un buon paio d'ore di sosta, qualche scambio di battute con gli altri, ci salutiamo e mi allontano scendendo per la cresta SSE in direzione dell'intaglio sul Vallone dell'Olmo.

In cima con G. Albrizio

Cresta SSE, il boscoso Vado della Rocca e Serra Comune

Curiosa roccia sul filo del crinale ENE di Pizzo Deta

"Topo Gigio"

Parete E, alla testata del Vall. dell'Olmo
Il versante orientale di Pizzo Deta è compreso tra la cresta ENE (che scende verso il Mt. Casella) e quella SSE, che cala verso il Vado della Rocca (1565m), valico tra Pizzo Deta e Serra Comune ove transitava l'antica mulattiera che dall Valle del Liri (salendo a Rocca Vecchia e nel Fosso delle Mele = sent. CAI 618) si portava in quella dell'Amaseno (per Prato di Campoli). Dalle rocce sommitali calano a E dei canali che più in basso cingono una fascia rocciosa, torreggiante sulla testata del Vallone dell'Olmo (ramo N). In discesa dalla cima per la cresta SSE, il versante E è raggiungibile o direttam. dal canale che si diparte a c.1990m (F, 40°?), oppure dall'intaglio presso q.1765 (V.d. Olmo, ramo S) con traverso a NNE; proseguendo a N, sottopassata la parete E (c.1700m), si raggiunge il crinale ENE, oltre il quale si accede alle pareti del versante N[N]E che dominano il vallone senza nome diretto a NE. Traversando ulteriormente (NW) al limitare del bosco, si raggiunge il crinale NNE (più giù, 1465m, si apre l'Abisso di Pizzo Deta) da dove, per un intaglio (c.1700m) a des./N di una punta, si entra nel Peschiomacello, sotto la parete e il (1°) salto, a q.1690m c.

Discesa sui pendii prativi del Vallone dell'Olmo

Pareti orientali P. Deta




Torre del Castello di Roccavecchia e Fosso delle Mele (Clicca per ingrandire il panorama)


Il ritorno per il Vallone dell'Olmo......... dopo la "veloce" (quasi 3 ore per i soli 950-1000m di disliv. nel Peschiomacello) salita in cima, credevo più facile la discesa nel meno selvaggio Vallone dell'Olmo. Fatto sta che la traccia di sentiero (segni anche sulle IGM) non è evidente, e comunque io non la trovo pur zigzagando parecchio in alcuni tratti.
Arrivato poco sopra i 900m, i prati si chiudono e nel bosco spunta la torre di quello che era l'antico sistema di fortificazione di Roccavecchia, che pattugliava l'importante via di comunicazione del vicino Fosso delle Mele, dove saliva - scollinando al Vado della Rocca, la mulattiera che metteva in comunicazione le valli del Liri e Amaseno (= sent. 618).
Poco più in basso sorgeva anche il vecchio paesino, che fu raso al suolo da un'enorme slavina nel febbraio del 1616; i superstiti edificarono il nuovo villaggio (Roccavivi) più in basso, sotto il M. Casella (vedi links e foto del cartellone riprodotta più in basso). Sceso dal torrione a destra /Sud (zona ricca di vegetazione; la traccia più battuta per visitare la Rocca salendo dal sentiero che parte dal sottostante Santuario della Madonna delle Grazie è sul lato Nord) un tubo di captazione (rotto) mi guida, dopo qualche saltino sul fondo del fosso, verso le staccionate del sentiero turistico presso la chiesetta della Madonna delle Grazie (v. foto e links più in basso). Vi incontro un roccavivese da tempo emigrato su un'isoletta britannica che, dopo avermi raccontato un po' di sé, mi offre gentilmente un passaggio. Lo precedo sul tratto cementato e poi sulla sterrata; dopo una doverosa rinfrescata alla vicina fontana della Sorgente del Rio, torniamo in auto nel paese. Bella davvero questa prima e da tempo agognata conoscenza con il Pizzo Deta. Una montagna che (con i suoi "contorni", sia culturali che geografici), insieme al severo Vallone del Peschiomacello, mi ha molto affascinato e incuriosito, forse anche più di quanto m'aspettassi, come dimostra questa mia ampia descrizione/reportage. Difficilmente il prossimo inverno passerà senza che -da solo o in compagnia- ci torni per un'altra visita! [FR]

Chiesa-Santuario di Madonna delle Grazie

Fontana della Sorgente del Rio e due scorci di Roccavivi

Pizzo Deta da Roccavivi

Storia di Roccavivi e Rocca Vecchia (cartelloni)

Ultimo saluto al Vallone di Peschiomacello
Foto e testi di Francesco Raffaele
[Foto con brige Lumix DMC FZ28]

In tutto l'anello di Pizzo Deta (traccia e cartina qui a destra) è c. 11 Km, +1600m disliv., 7h effettive
(a rit. ho risparmiato 1-2 Km con il passaggio in auto di un signore di Roccavivi, alla Mad. d. Grazie)


PIZZO DETA: Carta Tecnica Regionale 1:5000 (Abruzzo) 2001-2005 e Foto Satellitare


Carta dei Sentieri di Pizzo Deta e Monti Ernici

[LINK diretto alla Carta schematica di M. Biagi]

Monti Ernici
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


R. Landi Vittorj, Appennino Centrale, I, GMI (CAI - TCI, 1989), p.108-162 (Cantari - Ernici)
S. Ardito, A Piedi in Abruzzo, vol. 2 p. 29 e seg. (Ernici: ediz. 2006, p. 50-59; ediz. 1987, p. 57-67)
C. Iurisci, Ghiaccio d'Appennino, 2012, p. 324 e seg.; (Ernici p. 337-348) [alpinismo invern.]
C. Tomassi, Pizzo Deta Primo Amore, in: L’Appennino” (CAI Roma, Anno XLVI, 1998-2, p. 36-39) Articolo su CAI Sora
L. Mazzoleni; La Montagna incantata, vol. 2, p. 128-149 (1a ediz., 2004, Cantari - Ernici) [scialp.]
S. Ardito, Appennino Bianco, vol. 2, (2011) p. 42 e seg. [escursionismo e alpinismo invernale]
F. Pratesi - F. Tassi, Guida alla Natura del Lazio e dell'Abruzzo (1972, p. 108-13)
Mecchia, Mecchia, Piro, Barbati, Le Grotte del Lazio, 2003 p. 318-343 (Abisso Pizzo Deta: p. 338-9)

Abruzzi e Molise. Guida d'Italia (TCI, 1938, rist. 1956; p. 286-292)

CARTOGRAFIA: Gruppo dei Monti Ernici. Scala 1:25000 (CAI di Alatri, Frosinone, Sora, Ediz. Il Lupo, 2009, agg. )

Ormai da quasi 20 anni il web è divenuto tra le fonti primarie di informazioni: chi sa ben cercare troverà, oltre a descrizioni, relazioni, foto, video, carte, guide e tanti altri documenti "escursionistico-alpinistiche", anche informazioni su aspetti geografici, storico-archeologici, antropologici, naturalistici e culturali dei territori e paesi situati nel circondario delle varie montagne: pagine o portali dedicati a zone (come la Val Roveto, nel caso in oggetto) e scansioni di libri monografici (per lo più antichi, quindi con non più in copyright), siti dove scaricare articoli o acquistare libri (quasi inutile aggiungere che, per approfondimenti seri, restano imprescindibili le visite nei più antichi "scrigni del sapere" ovvero le care, vecchie biblioteche, unica fonte dove si possono reperire anche pubblicazioni relativamente recenti ma semmai già esaurite presso le case editrici; e sul web ci sono cataloghi di biblioteche che ci permettono così di andare quasi a colpo sicuro nelle ricerche). Per quanto riguarda gli aspetti più strettamente sentieristici (e orografici) ci si può anche avvalere anche di portali cartografici (Carte IGM, CTR, geologiche etc.) e quindi di ortofoto satellitari (in alcuni siti sono disponibili anche le cartine escursionistiche in formato immagine o pdf). Tutto questo a beneficio di coloro che non si accontentano di conoscere i luoghi "de visu" e intendono approfondirne la conoscenza.

LINKS ERNICI

Monti Ernici: http://www.montiernici.it e Forum: http://www.montiernici.it/forum/

Comitato Ernici: http://www.comitato-ernici.org/

Val Roveto: http://www.valleroveto.eu/
Mons. Gaetano Squilla, "Valle Roveto nella geografia e nella storia"
(Casamari, 1966, ristampato nel 1990)

Terre Marsicane: http://www.terremarsicane.it/i-comuni-della-marsica/

Cartina schematica di M. Biagi: http://www.campocatinometeo.it/carta-dei-sentieri-dei-monti-ernici/
LINK DIRETTO: http://www.campocatinometeo.it/wp-content/uploads/2014/05/MontiErniciSentieri5.jpeg

Alpinismo. Alcune vie invernali di Daniele Nardi, grande alpinista di Sezze, sul suo blog:
LINK 1 - LINK 2 - LINK 3


Area Wilderness Pizzo Deta: www.wilderness.it - LINK

Sito web "Le Mie Passeggiate" (G. Albrizio): Monti Simbruini-Cantari-Ernici
e Cippi di Confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie: LINK

Il sito del "Club 2000m": http://www.club2000m.it/

Monti Ernici (M. Cianfarani, Trekking 2000): LINK

Collepardo, sentieri: http://www.collepardo.it/sentieri.htm

Roccavivi: http://www.roccavivi.it/roccavecchia.html

Bell'Appennino: http://www.bellappennino.com/index.php?s=esc#SIMBRUINI

Parco Monti Simbruini: http://www.simbruini.it/itinerari-piedi.php

Gli Ernici (popolo italico): http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Italici/Ernici.html

Aggiornamenti: altre escursioni su Pizzo Deta (dal 2016):
 

Pizzo Deta, periplo alto dal Peschiomacello.
(13/11/2016)

Pizzo Deta per il Vallone di Peschiomacello
(10/4/2016)
Gallerie fotografiche di altre escursioni sui monti ERNICI - CANTARI e SIMBRUINI:
   
Ernici Occidentali: Crepacuore - Monna... 10 cime
(28 marzo 2016)

Invernale sul Monte Viglio (anello da Meta)
(25/4/2014)

Fiume Aniene, Sentiero Coleman e Sacro Speco
(15/12/2013)

Escursione ad anello sul Monte Viglio da Meta
(25/9/2013)


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