COZZO DELL'ORSO: Diretta da Carpinosa, Alta Valle dell'Abatemarco (Monti di Orsomarso e Verbicaro)
Il Perticoso (pr. q. 532 IGM) - Carpinosa - Mondo Nuovo - Moscatello (cima N, q. 1166m IGM) - Cozzo dell'Orso (cima, 1578m)
- Boccademone - Piano la Sepa - Schiena di Novacco - Serra Limpida - Armigiacche - Pomarosa - Cisterna acquedotto - Perticoso.

(1 Dicembre 2019)
.


Schiena di Novacco, Piano la Sepa e Boccademone,
visti dalla cima del Cozzo del Pellegrino (13/3/2019).
L'enorme "bocca" nera al centro è ben visibile!
DESCRIZIONE - Assieme alla salita invernale del Canalone NW del Cozzo del Pellegrino (da me effettuata con Mimmo Ippolito e Giacomo Caputo il 13/3/2019), era la salita "semiesplorativa" al Cozzo dell'Orso da Carpinosa (antico villaggio dell'Alta Valle dell'Abatemarco) per i dirupi di Boccademone ad attirare la mia attenzione per questo settore dei Monti dell'Orsomarso. Su quest'area ho già scritto qualcosa nel reportage sull'invernale al Pellegrino (vedi link 13/3/2019) e rimando a quello scritto, e soprattutto al bel volume "Il Parco Nazionale del Pollino" di F. Bevilacqua (Rubbettino, 2014) per una descrizione più ampia e dettagliata.
Siamo a fine autunno, le giornate cominciano ad accorciarsi, il freddo non arriva, e i colori autunnali delle foto di un giro (da N) effettuato dagli amici calabresi Mimmo Pace e Francesco Pugliese mi fanno decidere per lanciarmi in quest'avventura, ma dal basso, alla volta della cima dall'evocativo nome di Cozzo dell'Orso e passando per gli altrettanto "esotici" luoghi contrassegnati sulle carte IGM dai magnetici o un po' sinistri toponimi "Mondo Nuovo" e "Boccademone".
Sento il terremoto (in Albania) proprio quando sto per partire (di notte, senza aver dormito) e, dopo aver perso del tempo sul web per informarmi, il sonno ha la meglio. La settimana successiva estendo la proposta a Francesca O., che si associa e con la quale parto di mattina presto per raggiungere il posto poco dopo le 9:00.
L'alta Valle dell'Abatemarco è interamente percorsa da una strada fino a poco oltre la q. 500m (ci si può anche scendere da Verbicaro). I sentieri escursionistici segnati sono due: quello che risale verso N il Vallone Pastoruso verso le "Sorgenti dell'Abatemarco" (624A) e quello che sale a SE (n. 624) attraverso le faggete della Nona e raggiunge il valico La Cresta (1619m) da dove si può salire sulla Calvia e sul C. d. Pellegrino o proseguire sull'antica mulattiera via il Piano di Lanzo, scendendo a S. Donato di Ninea. Su Boccademone giunge dal basso un esile "tracciolino" che s'insinua presso il torrione q. 1457: è stato ritrovato dall'alpinista Mimmo Ippolito una quindicina di anni fa ed è stato descritto per la prima volta sulla citata guida di Francesco Bevilacqua (2014, pp. 544-548).
Il "punto chiave" da raggiungere per la risalita del tracciolino di Boccademone, o per la diretta al Cozzo dell'Orso da noi effettuata, è la sella a N del rilievo del Moscatello, presso cui questo si salda alla corona di rupi sul versante N dell'anfiteatro dell'alta Valle dell'Abatemarco. Le carte IGM al 25000 e al 10000 danno due opzioni, riportando un sentiero nella valle a W del Moscatello (che termina alle sorgenti e va poi seguito verso NNE e infine a E nel canale-vallone come fatto da Mimmo e compagni in varie occasioni) e un altro a E, tra il Moscatello e Mondo Nuovo. Noi siamo passati da quest'ultimo, anche se a volte risalendo per facili salti del fosso, pendii e poi, dopo lo sgrottamento anch'esso a forma di grande bocca rocciosa, per un canalino alla sua sinistra (alla fine del quale ho inavvertitamente fatto partire un masso che ha sfiorato Francesca che era pochi metri sotto....). In ogni caso in quota si ritrova la traccia e ci si può spostare sulla panoramica cima Nord del Moscatello (1166m IGM). Il tracciolino sale presso q. 1457 IGM, poco a E della sella tra Moscatello e le sovrastanti rupi di Boccademone, mentre noi abbiamo -più o meno scientemente- continuato verso E, passando un canale e poi rimontano un crinalino irto di pini (a W / WSW del Cozzo dell'Orso) che ci ha portati infine a svalicare immediatamente a E del rilievo di Cozzo dell'Orso (q. 1578m IGM).
Evito di riportare qui la traccia su IGM (che mi sono ricavato dallo studio di carte e delle foto, visto che non uso GPS o simili), perchè -per me- il bello è proprio cercarsi le vie, non seguirle col gps in mano come fanno alcuni che vanno solo se trovano il file gpx online. "Selezione naturale"! Meglio "invogliare" meno gente possibile sui sentieri selvaggi dell'Orsomarso, così si spera che restino tali (pochi e poco o per nulla segnalati).
C'è più sfizio quando si va "all'avventura" e bisogna cercarsi la via con mezzi relativamente "tradizionali": carte, bussola ... più istinto ed esperienza :) !! Anche a costo di qualche "fallimento" o dietrofront. Persino la descrizione sulla citata guida è puramente indicativa: la traccia (sia essa l'esile pista per Boccademone o la diretta al Cozzo dell'Orso), va cercata, lì dove quella sulle carte IGM termina.
In discesa avevamo una doppia opzione: risalire il crinale di Schiena dei Lacchicelli verso SE per scendere fuorisentiero nella faggeta di loc. Mondo Nuovo oppure, come poi abbiamo fatto, nella nebbia, proseguire a W tra crinale e bosco, scendendo al lungo Piano La Sepa e risalendo presso la cima Sud di Schiena di Novacco (q. 1423 dove ci sono segni CAI di un sent. non riportato sulle Cartine del Parco), per poi calarci "a uosimo" sul costone SSW di Serra Limpida dove, poco sotto i 1000m s'incontra un sentiero che diventa poi semi-sterrata (riportato solo sulle Carte del Parco e sulla piattaforma OSM).
Siamo partiti alle 9:30, arrivati sul Cozzo dell'Orso alle 14:30 (!) e all'auto alle 18:20 [Disliv. +1000m, diff. EE/F-, II].

TOPONOMASTICA: "Cozzo dell'Orso" è uno zootoponimo che attesta la presenza del plantigrado in queste foreste fino al medioevo (e probabilmente ancora nel secolo XVIII). (NB: "Orsomarso" deriva invece dal nome proprio del signore che ha presumibilmente dato nome al paese attorno all'XI sec., lo spatarocandidato Ursos Marsos o Ursius Marsius... nome a sua volta derivante quello dell'animale).
"Boccademone" prende nome da uno sgrottamento a forma di ciclopica bocca (cf. L. Troccoli - E. Pisarra, 1996 p. 94) sotto un bastione che si trova nel settore occidentale di detti dirupi (l'apertura è rivolta a est), alla testata del valloncello senza nome che risale a W del rilievo del Moscatello (sulle IGM 25 il bastione non è quotato, ma è a SE di q. 1353; è la parete E della q. 1275 sulle Carte 1:10000 dell' IGM e Cassa del Mezzogiorno, anni '50).

Panorama da Carpinosa

Colori autunnali ancora vivi




Boccademone (al centro) e il Cozzo dell'Orso (a des.), dai ruderi di Carpinosa. Al sole, sotto Boccademone, il Moscatello



Cinghiale



Francesca sotto uno sgrottamento a E del Moscatello. Anche questa sembra una bocca, ma è assai più piccola e poco visibile rispetto a quella che dà nome alle soprastanti rupi






Panorama dalla cimetta N del Moscatello. Al centro l'enorme "bocca" che dà nome ai dirupi di Boccademone



In basso la q. 1116 del Moscatello, da q. 1166 IGM

S. Giovanni e il Cozzo del Pellegrino

Le rupi di Boccademone



Panorama (c. 263°, sin.=W -> des.=SUD) dalla cima N del Moscatello (q. 1166m IGM)





 



La bella mole del Monte (o Pizzo) Trincello, 1178m



Canalone NNW della Calvia




L'impressionante e "viva" spaccatura alla testata del Canalone NW di Cozzo del Pellegrino, e a sin. la cima, 1987m, maggiore elevazione del gruppo dei "Monti dell'Orsomarso"









La Valle dell'Abatemarco e il Trincello, dalla cima Cozzo dell'Orso, 1578m



Dopo aver attraversato il Piano la Sepa, saliamo presso la cima S (1423m IGM) della Schiena di Novacco e iniziamo la discesa a SSW per il costone di Serra Limpida








< A sin. le prime tracce del sentiero
in loc. Pomarosa - Armigiacche


Fotografie di Francesco Raffaele
[Lumix FZ1000]

H O M E P A G E