ESCURSIONE SUI MONTI DI ORSOMARSO
(NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO)

MONTEA
Cresta Sud-Est da località Cornia - Cima Trigonometrica q. 1785 - Cima q. 1825m
(15 Marzo 2014)

 


Belvedere Marittimo
La Montea è una delle montagne più selvagge, isolate e belle dell'Appennino (e del nostro Paese), con una cresta, talvolta sottile e su cui allignano i pini loricati (gli esemplari più meridionali dell'areale di distribuzione di questa magnifica pianta), posta proprio alla fine della catena dei Monti di Orsomarso (nel Parco Naz. del Pollino e nei siti SIC/ZSC "La Montea" e "Fiume Rosa", in uno dei settori più affascinanti e nascosti, di cui fanno parte anche le vicine montagne La Caccia, Petricelle, Faghitello, Cannitello), immediatamente a N del Valico dello Scalone (Colle Massapolla / Mazzapolla, a S del quale inizia la Catena Costiera/Paolana), in territorio di S. Agata d'Esaro (versanti S) e Mottafollone (N). La dorsale e' compresa tra le valli del Corvino/Finocchio a NW (Passo della Melara), dell'Esaro a S e SW e del Rosa a N (Varco del Palombaro). La parte principale della dorsale si sviluppa dalla cima (q. 1825m) in direz. WNW-ESE. Una cresta secondaria scende invece verso NNE sul Varco del Palombaro (tra f. Corvino e Fiume Rosa). La q. 1785 IGM è la quota trigonometrica (il segnale è in rovina) e s'incontra al termine della classica salita da Fontana Cornia. Un tempo questa era localmente nota anche come "Punta Telegrafo".
La più alta quota 1825m, più a Ovest (c. 450m a WNW della q. 1785 in linea d'aria), si raggiunge dopo qualche altra gobba (e qualche passaggio un po' delicato con neve abbondante... opp. la si risale per il Passo la Melara, partendo da Buonvicino via Serrapodolo o dal Valico dello Scalone via Renazzo e Vall. della Melara o con altre vie a carattere ancora più esplorativo: Serra del Finocchio - Timpa della Quercia, da S, via Renazzo; o per ripidi ghiaioni -canaloni invernali- come quello NNW; cf. L. Ferranti, Appennino Meridionale, CAI/TCI, 2010, p. 498-502; G. Gravame, Sud Verticale, 2015, p. 160-2). Questa vetta venne battezzata "Punta Melara" dal pioniere dell'escursionismo napoletano V. Campanile (non era nomminata né quotata sulle carte del R.I.G.M. di fine '800; NB: sulle carte degli anni '50, IGM/Cassa del Mezzogiorno, 1:10.000, la q. 1825 è invece quotata 1822m; sulle CTR 1:5000 anno 2007 le quote sommitali sono 1783m e 1817m!). Vincenzo Campanile e il pastore Gervasio la raggiunsero l'11 Agosto 1897 dopo quasi 12 ore di marcia da Belvedere Marittimo, salendo per la Melara (e allora già c'era il segnale trigonometrico sulla q. 1785). Successivamente la montagna fu salita sporadicamente dalle sezioni CAI calabresi e campane (CAI Napoli, CAI Cava de' Tirreni, con alcuni soci dell'UAM), ma soprattutto dal secondo dopoguerra. Ancora oggi è una montagna relativamente poco frequentata, dato gli avvicinamenti un po' ostici, ma è romai una "gita classica", organizzata annualmente dai CAI Calabresi (Castrovillari) e Pugliesi, specialmente quando è nella sua magnifica veste invernale.
L'oronimo Montéa sembra (come molti toponimi calabresi) di origine greca (cf. Amendolea). F. Bevilacqua (2014, p. 603) propone che sia una specie di "onomatopea" per rendere l'idea di una "successione di monti". Il suffisso gr. -éa (-ìa) può indicare una forma di relazione o rendere nomi di luogo da etnici (e.g. "Turchìa"), ma la radice Mont- è ovviam. latina, non greca. Il dizionario toponomastico della Calabria di Rohlfs (1974) e la più recente "Toponomastica calabrese" (a cura di J.B. Trumper, A. Mendicino e M. Maddalon, 2000) non aiutano a tal proposito. C. Pizzuti (2000, p. 27) afferma che il suo nome deriverebbe dalla popolazione indigena (pre-greca) dei "Monteini" (!?). Io mi limito a segnalare la similitudine con la voce greca μαντεία (mantéia = "divinazione, arte divinatoria, predizione, vaticinio, oracolo") che ovviamente lascia il tempo che trova. Ma la presenza del Santuario della Madonna del Pettoruto (sul sito di un precedente tempio, come spesso accade? Cf. il rinvenimento della nota Ascia-martello di Kyniskos, oggi al British Museum di Londra) e delle rovine della città pre-greca di Temesa / Artemisia (VI sec. A.C., in loc. Casalini di Porta della Serra, q. 891, 893m, pochi Km a E della montagna), indicano l'importanza dell'antica via che si snodava lungo il solco dell'alto fiume Rosa, proprio alla base dei dirupi settentrionali della Montea, che forse assurse al rango di Montagna sacra di quella zona. Tutto ciò aggiunge certamente un ulteriore alone di fascino e mistero -semmai ce ne fosse bisogno- ad una delle montagne più belle dell'Appennino meridionale, non a caso soprannominata dagli alpinisti ed escursionisti del sud "la Regina"! [Francesco Raffaele, 12/1/2019]

Il gruppo del Cannitello - La Caccia (Petricelle) visto dalla
ex SS105 Belvedere - Passo dello Scalone- S. Agata d'Esaro
Montea riemerge dai ricordi del mio passato, quello delle lunghe vacanze degli anni '80 che dividevamo tra il campeggio a Pescasseroli e la casa in Calabria [Montea-Petricelle-La Caccia, foto scattata nel 2009 dalla nostra casa di Scalea]. Da sempre montanofilo, conservo un bel ricordo delle frequenti scampagnate calabresi (catturavo allora le mie prime vipere), le gite in Sila e ad Orsomarso (valle del fiume Argentino). Torno sempre con piacere in Calabria, terra che sento mia perchè ha dato i natali al mio nonno paterno e alla nonna materna, ma anche perchè adoro il Pollino e spero di conoscere più a fondo i Monti dell'Orsomarso (o Dorsale del Pellegrino). Questo vasto comprensorio appartiene al Parco Nazionale del Pollino, e Montea ne occupa la propaggine sud-occidentale. Da qualche anno le immagini di alcuni libri cominciano ad affascinarmi, ma intanto passa un anno senza riuscire a realizzare la camminata (rigorosamente invernale) che mi ero prefissato e devo accontentarmi delle fotografie che girano sul web, che mostrano la cresta e le gobbe della montagna imbiancate dalle abbondanti nevicate dell'inverno 2011-12 percorse da alpinisti-escursionisti locali.
Montea, pur raggiungendo solo 1825m di quota, è ritenuta la "Regina" delle montagne calabresi, una delle più belle e selvagge del sud Italia (assieme al maestoso versante sud della Serra Dolcedorme, 2267m, la cima più alta del gruppo del Pollino). Escursionisticamente Montea è impegnativa, specie d'inverno quando anche l'ascensione per cresta acquista carattere e rilevanza alpinistica. Pini loricati adornano i crinali di tutto il gruppo e, seppur non imponenti come quelli del Pollino, Serra di Crispo-Ciavole e Dolcedorme sud, sono sicuramente un elemento che aggiunge notevole fascino al luogo. Ritengo Montea un po' la cugina meridionale dell'irpina Acellica (Monti Picentini), montagna che amo da anni e che ha un'orografia similare, con lunga cresta a saliscendi che si protende in alto tra fitti boschi e paurosi baratri, relativamente distante dai centri abitati.
Febbraio 2014 è povero di nevicate, e un'escursione organizzata da alcuni miei contatti facebook, inizialmente prevista per la classica cresta, viene riprogrammata per canale (NW); ma io preferirei cominciare con la panoramica cresta integrale. Dopo alcune 'settimane-no', mi coordino con quattro amici e finalmente partiamo, in camper da Avellino, venerdì 14 marzo notte; giungiamo a Belvedere alle 4:00 e concediamo qualche ora di sonno agli autisti. La tarda mattinata ci muoviamo alla volta del Passo dello Scalone ed arriviamo quindi alle porte di S. Agata d'Esaro dove fermiamo il camper.
Durante i preparativi per l'escursione veniamo notati dal santagatese Massimo S. che si offre gentilmente di accompagnarci su a Cornia, località da cui generalmente si parte per attaccare la cresta orient. di Montea, e che si raggiunge solo in fuoristrada... o in una Panda 4x4 che non sembra avere difficoltà a trasportare 6 persone! Sarà un passaggio provvidenziale, perchè se avessimo dovuto procedere a piedi sin dalla statale non avremo probabilmente raggiunto neanche la cima trigonometrica. La neve diviene abbondante sulle gobbe più alte (+ 1500m), ma nel lungo procedere per cresta non ci serviranno nè ciaspole nè ramponi. Non ci possiamo davvero lamentare per questa prima su Montea: Meteo e tutto il resto è filato via bene e il vento non ha dato troppi problemi, così come l'orientamento, in cui ci ha aiutato la luna piena. Giù verso la radura Massimo è riapparso (nuova gradita sorpresa) e sin dalle 19:00 ci fa dei segnali con i fari. E' buio e io sono ancora nel bel mezzo delle gobbe in cresta, ma quando smetto di fotografare comincio a correre nei tratti in discesa (risultano invece faticose le risalite: sono partito con zaino troppo pesante) e dal bosco in poi è tutta una marcia ininterrotta. La fatica si fa sentire, stavolta bisogna ammetterlo, ma ormai ci siamo, accendo la pila poco sopra la fonte Acqua la Pietra, localizzo il gruppo che è earrivato già da 15 min, e che mi dovrà attendere per il tempo di qualche ultimo scatti alle stelle. Rimessici in macchina scendiamo giù in paese dove la serata si conclude con una bella cena a casa del nostro nuovo amico calabrese, che il giorno successivo ci accompagnerà a visitare la sua S. Agata ma prima ci indirizzerà alla "Grotta della Monaca", non lontana dall'abitazione dei suoi genitori dove lui ci aspetta (lo ritroveremo assieme alle graditissime frittelle della mamma e buon vino del padre). Davvero un bel ritorno in Calabria, ottima prima risalita sulla tanto agognata Montea!
[F. Raffaele, 2014]




Località Cornia



Fonte Acqua la Pietra

Pietra Portusata, Tavola dei Briganti, Campicello

 

 

 

Che spettacolo!

 

 

 

 


Serra Scodellaro e Pietra dell'Angioletto
   

 

I guardiani della Montea

 


impossibili prospettive...
 

Panorami a 360° dalla cresta di Montea (cliccare per vedere le foto in formato più grande)

 

 


Serra del Finocchio (dietro, il Passo dello Scalone)


Altri Mondi

Le 'Corna del Diavolo' :-)




 


Sguardo indietro da una delle ultime selle prima della cima trigonometrica. Fuori campo a sin.(NE) scoscende la testata della Gravina del Diavolo, a des. (S) la Serra del Finocchio.
Clicca per vedere un'immagine più ampia e a colori

 

 

MONTEA: a des. cima trigonometrica (q. 1785m) e a sin. la vetta q. 1825m


Saluti da cima a cima
Clicca per vedere una foto più grande e a colori

 

 

 


Clicca per vedere il panorama a dimensioni più grandi


Montea, cima trigonometrica, q. 1785m

Massimo sull'ultima cima.
Brevissima sosta.

Montea, cima q. 1825m nella nebbia

Troppo tardi per aspettare che si diradi la nebbia.
Si torna!

Fulmine

 


Comincia a scendere il buio ... e siamo ancora in alto
(Clicca per vedere il panorama in formato più grande)





Troppo vento per fare scatti seri,
vado a mano libera senza soffermarmi troppo,
per non farmi attendere dagli altri ...


Alle prime luci della notte siamo scesi
mentre calano le tenebre fra i pini cupi
la Luna come torcia ci guida tra le nubi
verso i lampioni, lucciole dei paesi.
Reame della regina, severa e fredda dea
è l'inverno che incombe su Montea...



Montea, sentiero normale per cresta SE, IGM 1:25000
[dati dell'escursione rilevati con GPS da M. Mingarelli]

 


Grotta della Monaca - Sant'Agata di Esaro

(16 Marzo 2014)






Falena e ferro di cavallo minore

Cavalletta delle serre

Gole dell'Esaro tra Serra Cannicella e Cuppone
(Da des. proviene il Vallone Tragonara)
   
   
Sant'Agata di Esaro

Altre mie escursioni sui Mondi di Orsomarso:
- Valle dell'Argerntino (Settembre 2009)
- Fiume Lao, Papasidero e dintorni (Agosto 2013)

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Bibliografia essenziale sulla Montea

Vincenzo Campanile, La Punta Melara o il Telegrafo. 1950m ? (Boll. S.A.M. 6/1, 1898)
Filippo Pascuzzi, Guida al Trekking sui Monti di Orsomarso (CLE, 1989)
Francesco Bevilacqua, Sui Sentieri dell'Orsomarso (Il Coscile, 1995)
L. Troccoli - E. Pisarra, In cammino sul Pollino. Natura cultura sentieri (1996)
Andrea Perciato, Montea, la montagna incantata (Riv. Trekking, a. 1996?)
Carmelo Pizzuti, La grande attraversata del Pollino (2000)
Emanuele Pisarra, A Piedi sul Pollino (Prometeo, 2001) p. 21 seg.
Francesco Bevilacqua, Montagne di Calabria (Rubbettino, 2003)
Luigi Ferranti, Appennino Meridionale (GMI, TCI-CAI, 2010) p. 498-502
E. Pisarra, Sulle orme di Vincenzo Campanile (in: Passamontagna, maggio 2013)
Francesco Bevilacqua, Il Parco Nazionale del Pollino (Rubbettino, 2014)
Mimmo Pace, Montagne... immagini e appunti di viaggio (Freeworth, 2015)
G. Gravame, Sud Verticale. Ghiaccio, scialpinismo, roccia... Pollino (Idea Montagna, 2015)


Sul Web
: Vari reportages di G. De Luca nel suo blog: POLLINOFANTASTICO


Sulla Grotta della Monaca:
F. Larocca (ed.), La Miniera pre- protostorica di Grotta della Monaca (Sant'Agata d'Esaro, Cosenza), 2005