MONTI LATTARI
TRAVERSATA ALPINISTICA DI CRESTA DELLA CONOCCHIA E MONTE S. ANGELO A TRE PIZZI

RITORNO PER IL SENTIERO DELLO SCALANDRONE E PASSO DEL LUPO

Cristiano Iurisci e Francesco Raffaele (Cristiano ha scalato anche il Pistillo e gli spigoli W e SSW del Molare)
Piano del Pero - Casa del Monaco - Lapillaro (sent. CAI 338) - Il Pistillo (c.1130m) - Cresta della Conocchia - Q. 1266 - Croce della Conocchia (c.1380m) - Porta di S. Michele
- Il Molare (1443m) - Anticima ESE del Molare (c.1408m) - Sella Molare/Canino (o Sella Castellano) - Canino (1426m) - Bocca dell'Inferno - Mt. Catiello o Cardara (1393m).
Ritorno: Catiello N - Sentiero dello Scalandrone - Passo del Lupo - Varco q.1297m (bretella sentiero CAI 338C) - Casa del Monaco - Piano del Pero

(15 Aprile 2017)

1 - La Traversata alpinistica W-E della Cresta della Conocchia e delle cime del Monte S. Angelo a Tre Pizzi, rappresenta un elegante percorso alpinistico di media difficoltà (AD+/D se compiuta integralmente, PD+/AD- evitando i 2 tratti più difficili)* in ambiente spettacolare (tot. c. 9 ore).
Sebbene si sviluppi a quote modeste (tra i 1000 e i 1443m slm), la prossimità del gruppo al mare (meno di 3Km separano la cima del Molare dalla costa di Positano) e la conformazione dirupata dei suoi rocciosi versanti meridionali, fa di questo panoramico itinerario un giro assai soddisfacente. La possibilità di aggiungervi, "lungo la via", la scalata di brevi vie alpinistiche di difficoltà un po' più alta ma sempre relativamente contenuta (IV/V+), è un bel bonus che conferisce ulteriore interesse alla traversata che si chiude tornando per il versante N, sul tracciolino dello Scalandrone.
Il Monte Sant' Angelo a Tre Pizzi, un tempo Mons Aureus, era noto nell'antichità per il culto di S. Michele che si celebrava, fino alla seconda metà del XIX sec., in una chiesetta (fondata nel VI-VII sec. dai santi Catello e Antonino e oggi non più esistente) sulla cima, denominata appunto Monte (o Punta) S. Michele o Il Molare. Si tratta della maggiore elevazione della catena dei Monti Lattari, la dorsale che attraversa la Penisola Sorrentina da ENE a WSW. Il gruppo sommitale è formato -come suggerisce il nome- da tre cime, disposte da NW a SE: il Molare (1443m) così denominato per la sua forma squadrata, il Monte di Mezzo o Canino (1426m) e il Catello (dial. Catiello) o Cardara o Incisivo (1393m CTR; sulle IGM è quotato solo il più basso lo spuntone SSW, 1326m, interessato dall'imponente frana del 4/1/2002). In cresta passa il confine provinciale, essendo i versanti N appartenenti ai comuni di Vico E. (NA), Pimonte (NA) e Agerola (NA), mentre quello sud è territorio di Positano (SA).
Dovendosi la Traversata compiere in direzione W-E, ci sono due opzioni principali di partenza, ed entrambe comportano c.45-60 min: S. Maria del Castello (via Conocchia) - Punta Medico - attacco Cresta W Conocchia (1,5 Km, c. 350m disliv.) oppure -come abbiamo fatto noi- arrivare in auto fin sul Faito, proseguendo dal Belvedere/Piazzale dei Capi fino al vecchio maneggio di Campo del Pero, dove si parcheggia, incamminandosi sul segnavia CAI 338a che, uscito dal bosco, aggira la testata del Vallone Acqua del Milo giungendo (loc. Lapillaro)alla cresta,da dove si prosegue a S scendendo brevemente nel successivo vallone per la staccionata (CAI 300)che si abbandona per la traccia a W su pendio verso il Pistillo e la parete della Conocchia, sottopassata la quale si è all'attacco (2/3Km, disliv. minimo).
Cristiano Iurisci, alpinista di Lanciano che non ha bisogno di presentazioni, in Campania da parenti per le feste di Pasqua, mi chiede di arrampicare sulla Cresta della Conocchia e Mt. S. Angelo a Tre Pizzi per valutare l'inclusione dell'itinerario in vista di una sua futura pubblicazione. Ci sentiamo a telefono per decidere come realizzare la traversata e gli illustro un po' le varie possibilità di attacco e rientro.

* La Valutazione generale della difficoltà della Traversata della Cresta della Conocchia e Mt. S. Angelo a Tre Pizzi, varia a seconda dell'inclusione o meno della salita a q. 1266m (presso il Fusolo) e sopratt. di uno spigolo del Molare: Cristiano Iurisci (inf. pers.) la valuta D-/D se si scala il Molare per il più difficile spigolo W (max V+/VI). La valutazione scende ad AD+/D- se si sale al Molare per lo spigolo SSW (max IV+/V), AD/AD+ se si sale al Molare per il sent. normale ma si è scalata, a E della Cresta della Conocchia, la q. 1266m IGM (passo V-); infine, evitando anche quest'ultimo, la difficoltà è AD-.
L. Ferranti (Appennino Meridionale, 2010) valuta AD+ la sola traversata dei Tre Pizzi (it. 53d), in direz. E-W scalando per la via Castellano ( IV+) e valuta PD+ la Cresta della Conocchia (it. 46a).

Falangone - Vallone Acqua del Milo

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Cavatiello - Acqua del Revone

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Mt. Bandera - Cerasuolo

'A Via nosta

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Gli incendi della successiva estate (2017) hanno interessato diversi settori attraversati da questo concatenamento di vie alpinistiche.
In particolare si deve fare attenzione sulla "traccia del Pistillo", ovvero il traverso che va dalla staccionata del sent. CAI 300, verso W, fno al Pistillo e oltre:
l'ampio canale a E del Pistillo (qui in alto a des., canale di diff. II) e poi il sotto-parete della Conocchia possono essere soggetti a scariche di pietre e massi.


Avvicinamento al Pistillo


Sotto lo zoccolo del Pistillo

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Cristiano sullo spigolo SE del Pistillo

Cristiano Iurisci scala la via al Pistillo



Cristiano sullo spigolo N del Pistillo (AD/AD+, 30m, max IV/IV+)



Pistillo a sin. e parete S della Conocchia a des.

Attacco della via della "Cresta della Conocchia" (PD+/AD-; diff. max III+/IV-)



Ultima difficoltà della cresta (c.7m, salita in opposiz.)

Sguardo indietro alla forcella

Vena Longa e Punta Medico

Spuntone q. 1266m IGM



Sella (c. 1175m) tra la Cresta della Conocchia e la q. 1266. A des. l'ampio canale (II, risalito con Elio in altra occasione) che cala pochi metri a E del Pistillo



Li Galli tra le nuvole




Salita da W alla q. 1266m (evitabile a des.)
La difficoltà alpinistica della Cresta della Conocchia è valutabile a PD+(/AD-), ma la valutaz. generale cresce almeno ad AD se s'include la salita della q. 1266, con in alto un passo di V-.
Per me che ho fatto tutto in scarpe da trekking, questo è stato il passo più difficile dell'intera traversata (ma ho evitato la salita al Molare per spigolo). Qualche masso instabile sullo spigolo W di q. 1266.



Croce della Conocchia (c. 1380m) e Monte S. Angelo a Tre Pizzi (1443m, 1426m e 1393m)




Presso loc. Piano delle Capanne - Porta di S. Michele



Una guglia a forma di piccolo moai

Porta Coeli


Spigolo W del Molare (max VI-). Cristiano si appresta a scalarlo.
Questo è il tratto più difficile della traversata integrale (evitabile per sentiero normale, o sostituibile con il più facile Spigolo SSW).


Calata da Spigolo W del Molare
Spigolo SSW del Molare (max. IV+) Sentiero normale per salita sul Molare (S)


Cima del Molare (1443m) tra la nuvolaglia



Calata canalino Est Molare

Oltre il baratro alla base del canalino: sperone "Scuola"

Cristiano

Il Canino dall'anticima ESE del Molare
La discesa nel Canalino E del Molare è il II° tiro della via Castellano (che sale dalla Sella Molare/Canino per lo spigolo E dell'Anticima ESE del Molare). E' stato messo un ch alla sin. (scendendo) del Canalino E, per efffettuarla in sicurezza (ero già sceso 3 volta all'anticima ESE del Molare, la disarrampicata non è difficile (III-), ma su roccia marcia e con pericolosa esposizione per la base del canale, che termina sul baratro).
L'anticima ESE del Molare (1408m sulle CTR) è raggiungibile più facilmente da S: si lascia a sinistra la base del sentiero che risale da Sud in cima al Molare e si prosegue scendendo sotto parete su cengia erbosa al margine del boschetto e poi si sale un breve pendio che porta al "ponticello" di rocce presso l'anticima ESE (cf. L. Ferranti, Appennino Meridionale, it. 49b). Fittone e, poco sotto, 2 ch x calata.


Sistemazione chiodi per calata

Il Canino o Monte di Mezzo

Roccia marcia in calata dall'anticima ESE del Molare



Discesa dal Molare al Canino e calata alla Sella Molare-Canino (foto scattata esattamente un anno prima, 15/4/2016, in occasione della risalita alla Bocca dell'Inferno dalla frana del Catiello, con Elio Dattero)



Cresta W Canino

Cima del Canino (1426m), tra fitte nubi

Buco lungo la discesa dal Canino

Cristiano va per spigolo, io qualche metro più a N



Cima Cardara o Catiello






Q.1326 SSW Cardara e Vena Spaccata

Cima Mt. Catiello / Cardara

Sulla traccia che aggira la Cardara a N

Lo Scalandrone
2 - " SENTIERO DELLO SCALANDRONE", "SCUOLA" E "PASSO DEL LUPO" - Una volta calatisi alla sella Molare-Canino (Sella Castellano sulla Guida di L. Ferranti) si possono riporre le corde, essendo le difficoltà alpinitiche assai limitate (a meno che non si sia in - piuttosto rare- condizioni invernali) e si passa per la cima del Canino, scendendo poi alla Bocca dell'Inferno (sella Canino-Catiello). Da qui si sale al Mt. Catiello o Cardara (con diverse opzioni di difficoltà: III+ su crestina a S un po' esposta, II+/III- su erba e roccette pochi metri più a N, e traccia di sentiero ancora più a N) da dove si scende aggirandolo a N, ritrovando il sentierino che traversa alcune decine di metri sotto la Bocca dell'Inferno, versante Nord (Nastri. Non è affatto conveniente scendere dal Catiello verso Colle Garofalo per portarsi sule sentiero CAI 300, "il Palmentiello", poiché si allunga parecchio e si perde molta quota).
Quando si arriva quasi sulla verticale della Sella Molare-Canino, c'è una biforcazione, dove i nastri indicano di salire (Scalandrone): la traccia però continua evidentemente anche a eguale quota e, nonostante Cristiano non abbia molta flessibilità sull'orario di rientro, continuiamo senza molti fronzoli sulla traccia non segnata - che io non ricordo di aver fatto.
Poco dopo comincia a profilarsi una lunga parete che percorriamo, sempre verso W, tenendoci sotto il muraglione roccioso. Aggirato uno spigolo, si apre una visione maestosa: la parete assume una forma di enorme emiciclo, un'esedra rocciosa che s'inarca per più di 100m, percorsa da una stretta cengia, sotto la quale, oltre una esigua fetta di pendio boscoso, precipita un baratro verticale alto centinaia di metri. Scalandrone d'inverno (c. 1998). Foto di Onofrio e Maurizio di Gennaro (CAI NA)Adesso sì che "mi ritrovo" con le descrizioni di fine '800 e inizio '900 (da Vincenzo Campanile in poi) dove si parla dell'imbarazzo di molti escursionisti nel percorrere questo tratto! Siamo proprio arrivati al Passo del Lupo!
Negli ultimi decenni, la traccia alta (attorno ai 1300m di quota) che di tanto in tanto gli escursionisti percorrono come rapida alternativa al più basso "Palmentiello" (CAI 300), viene chiamata "Scalandrone" o anche "Sentiero Pericoloso" (per i cartelli in legno con questa scritta, in 3 lingue, che ne indicano l'inizio/fine e, appunto la pericolosità). In realtà però, la traccia segnata con i nastri, presenta solo un paio di brevi tratti stretti (che possono dare problemi -per l'esposizione- solo quando sono bagnati o ghiacciati), ma essa, nel tratto occidentale, sale poco prima allo "Scalandrone", passando c. 60 metri sopra la cenia del Passo del Lupo. Il nome "Sentiero dello Scalandrone" dell'intero traverso alto sul versante N dei Tre Pizzi è probabilmente dovuto al passaggio roccioso in salita (o in alternativa a un vicino vallone in cui ci si deve calare per raggiuingere il tracciolino): un tempo i pastori locali vi avevano posto una grossa scala in legno (dial. Scalandrone, tipo quella usata sui moli allo sbarco delle navi) per facilitarne passaggio quotidiano (inf. pers. Benito Ferraro, Moiano). D'inverno, quando l'assenza di foglie sugli alberi permette di valutare appieno il luogo selvaggio in cui ci si trova, il passaggio non è banale, se ghiacciato, come mi conferma l'amico Maurizio di Gennaro)! A est dello Scalandrone, si passa sull'intaglio da cui si stacca, verso N, la q.1240 IGM: ho pochi dubbi che debba trattarsi del luogo che un tempo veniva denominato "La Scuola", spuntone panoramico posto proprio sotto al Molare al centro dell'ampio e dirupato versante settentrionale del Mt. S. Angelo a Tre Pizzi (da zoommate riprese da WNW, presso la "balconata" del Passo del Diavolo, si vede che in cima alla q. 1240 c'è un ammasso di rocce squadrate, così come si trova descritto più di un secolo fa e come confermato dal nome datoci da un contadino di S. Lucia di Pimonte il 10/7/2016: 'a Chiazza d'a Scola, "La Piazza della Scuola"). Alla fine dell'emiciclo del Passo del Lupo*, la cengia si assottiglia in corrispondenza di uno spigolo (che l'amico Massimo Gravili, inf. pers. dic. 2016, aveva identificato in via ipotetica con il Passo, cf. tracce qui in calce). Credo che il nome derivi dal fatto che il lungo passaggio sulla cengia esige destrezza e coraggio da lupo... per non scivolare giù nel vuoto. Ma non c'è dubbio che, fino almeno all'800, in queste zone dovevano esserci i lupi: lo zoo-toponimo ricorre non di rado sui Monti Lattari (inf. pers. Gaspare Adinolfi).**

*
Da non confondere con il "Passo del Lupo" sul versante opposto (S), di Positano (cf. descrizioni ottocentesche, come la guida di Maria Starke, confermate da ricerche sul posto effettuate da Gaspare Adinolfi e, più recentemente, da me stesso) che è situato poco a W della Caserma Forestale sul sentiero in direzione di S. Maria del Castello. Un ulteriore luogo con lo stesso nome è in territorio di Agerola: inf. pers. Elio Dattero).
** Per dettagli sullo Scalandrone e Passo del Lupo, oltre alla insostituibile Guida di L. Ferranti (op. cit., 2010, it. 50b, ma con qualche incertezza nella collocazione dei toponimi), vedere P. Scaramella, La Montagna sul mare, 2001.


Verso il Malopasso



Cristiano sulla cengetta del Passo del Lupo



Passo del Lupo (e Scalandrone)

La Scola (q.1240m IGM)


Malopasso o Passo del Lupo (looking back)



Fine della cengia del Passo del Lupo o Malopasso


Svalico presso la q.1297
3 - Una traversata in ambiente magnifico, anche se la giornata assai nuvolosa ci ha privati delle consuete vedute mozzafiato che riserva la Penisola/Costiera.
Non sono un alpinista: escludendo facili vie invernali, la traversata dei Tre Corni del Gran Sasso e poco altro, arrampico solo nei brevi e facili tratti dove serve. Mai stato in falesia, né mai calzato scarpette da arrampicata (ma lo farò qualche mese dopo, in una via sul Terminio, sempre con Cristiano) e ho percorso questa con le scarpe da Trekking, senza eccessive difficoltà (il passo per me più ostico è stato il V-, evitabile, poco sotto l'uscita dello spigolo W di q.1266m... oltre a dover scansare un'improvvisa, fitta 'grandinata' di sassi e massi alla fine della calata alla Sella Molare E-Canino). Si scala legati, in sicurezza, e a difficoltà contenute, per cui bastano un minimo di tecnica, le attrezzature e un po' di attenzione ad alcuni tratti con roccia friabile; emozionante poi, per me almeno quanto i tratti alpinistici, è stato "ritrovare", al ritorno, la mitica e impressionante parete arcuata del Passo del Lupo-Malopasso. Certo, al di là di rocce, corde, friends, baratri e panorami celati dalle nubi e "tracce di lupi" ritrovate, quello che non potrò mai dimenticare di questa giornata - visto la persona che è e per ciò che rappresenta per l'Alpinismo in Appennino- è che da quel giorno potrò dire di aver scalato con CRISTIANO IURISCI !!!

Foto e testo di Francesco Raffaele
[Foto con bridge Lumix FZ28]


Il percorso: Cartine IGM 1:25000 e CTR 1:5000
Da Google Earth, Tre Pizzi versante Nord
(giallo by Massimo Gravili, + qualche mia aggiunta)

Carte del Monte S. Angelo a Tre Pizzi
Traccia Traversata Conocchia-Tre Pizzi

H O M E


Links ad altre Escursioni Sul S. Angelo a Tre Pizzi (NB: solo alcune delle più recenti):

Monte S. Angelo a Tre Pizzi:
Canino e Catiello da Agerola

(5/12/2017)
Monte Faito - Molare
(8/1/2017)

S. Maria del Castello - Montagna della Conocchia
(5/12/2016
)

Pimonte - "Butto del Palmentiello" - Faito
(10/7/2016)
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Monte Sant'Angelo a Tre Pizzi

Faito - Grotta di S. Catello - Scalandrone e dintorni - Molare: Canale Nord e Anticima ESE
- Notte sul Molare - Acquasanta - Castellone - S. Michele e Belvedere del Piazzale dei Capi
(22 e 23 /7/2016)